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L'estate dei disastri: io non mi sento italiano

Non è che sia stata proprio un'estate accattivante e indimenticabile. Eventi mediatici? I matrimoni di Totti e Ricucci. Manco fossero Enrico VIII d'Inghilterra. E' stata l'estate dei disastri, perchè ancora una volta l'umanità mostra la sua malvagità e fragilità. L'uomo ha o no le capacità di vivere in pace?
Forse sembrerò un filosofo liberale inglese, ma non credo. Ormai suppongo che l'uomo sia fatto per attaccare i propri simili. Gli attentati di Londra, quelli in Egitto, e le tante morti, da entrambi i lati, a Baghdad: ma quando sono morti venti bimbi irakeni, le prime pagine non hanno dedicati più di mezza colonna all'evento. Evidentemente il sangue (per qualcuno) varia a seconda della provenienza: e si credono, quelli che vanno orgogliosi di essere "occidentali", di avere un che di migliore nelle proprie vene. Come se il flusso sanguigno d'un italiano fosse superiore a quello di un musulmano. Tristezze della vita. E' come quando in una metro di una grande città. una donna (sulla media, milanese) non si siede fino a che da posto accanto a quello libero non se ne va l'extracomunitario. Stiamo crescendo come un popolo xenofobo e razzista. Strano che i nostri Le Pen non avanzino.
Cadono gli aerei e non ci scandalizziamo. Quando è caduto l'Atr a Palermo, grandi lacrime. Quando sono caduti gli altri, piccoli servizi nei Tg fra una velina e l'altra. E va bene che di patriottismo non se ne può fare a meno, ma almeno cercare di salvare la faccia: non pensiamo solo a noi stessi. Come rivelava ieri il Gds, gli italiani non hanno paura di volare: io personalmente ho preso quattro aerei quest'estate, e non ho avuto un briciolo di paura. Sapete perchè? Perchè è più probabile che un pazzo in strada di speroni dopo un drink di troppo che il fatto che cada il nostro mezzo di volo.
Mi sembra che le parole di Giorgio Gaber siano ancora oggi le più eloquenti: io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Pubblicato il 19/8/2005 alle 9.20 nella rubrica Corsivo.

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