Blog: http://iosonolaico.ilcannocchiale.it

Il governo degli schiaffi, i media della non informazione

In appena un giorno, per l'ennesima volta le parole del premier scatenano polemica. Tuttavia, il bello dei nostri media è che questi riportano le frasi astiose fra alleati (a destra) sempre con un tono quasi da rimprovero con dispiacere o con un tono rassicurante tipo "vabbè tanto si vogliono bene". Mentre quando queste cose accadono dall'altra parte della barricata, ecco che si sentono i vari presentatori tutti incravattati a perdersi in frasi bibliche tipo "caos/ancora bufera nel centrosinistra". Evviva l'imparzialità e la coerenza. Detto della totale non esposizione mediatica del concetto della reale crisi della destra italiana, cosa è successo veramente? Per l'ennesima volta, Silvio esagera: si proclama il leader, indiscusso della coalizione. Anzi, "chi non ci sta, avrà il benservito!". Hai visto come è omogenea la Casa delle (poche) libertà? Allora, dato che ai democristiani il verbo "to lead" sta davvero nel sangue (eredità del regime cattolico dell 900), ecco che mica Follini ma Casini si ribella: il tutto va ridiscusso. Nel senso che, spiega meglio il Presidente della Camera, non c'è ancora tutto di definitivo. Almeno l'analisi che mister capello bianco è realistica: gli elettori ci hanno abbandonato. Ma perchè, alle regionali e (dopo un mese) alle provinciale che avevano fatto gli italiani?
L'Italia aveva messo la freccia per la svolta a sinistra. Poi a sinistra, come al solito, c'è qualcuno (vedi mister cicoria alias
Rutelli) che gli ostacoli li mette perchè proprio, come diceva Maltese su Repubblica tempo fa, la sinistra vuol fare di tutto per perdere. Ma pian piano la coalizione sta limando le distanze, se non fosse per le polemiche e il (?) coinvolgimento dei riformisti chez D'Alema in certi strani affari con Unipol Assicurazioni. Tutto questo ovviamente scatena sempre allarmi da massima allerta presso i telegiornali privati e (che è più grave) pubblici. S'è perso totalmente il senso della politica. A partire da chi comanda/lavora in Rai. E la vicenda dei secoli trascorsi prima di definire i quadri in Rai?
E si lamentavano, Landolfi e Berlusconi, che
l'Unione non dicesse mai di sì. Per forza, mister La Certosa proponeva sempre dei suoi luogotenenti.
La sostanza è che, anche se non ne parla nessuno, il paese è alla rovina: anche se c'è stata una lieve (issima) crescita del Pil, i dati parlano chiaro: inflazione galoppante, crescita zero. Andiamo bene! Per capire come va lo Stivale, stiamo attenti, ci basta tuttavia solo un dato: il portafoglio vuoto di tutti noi.
Qualche soluzione possibile? I politici non servono per questo? A me (e penso a molti) basterebbe che si dimezzassero lo stipendio e dessero quei soldi alla nostra società e ci fosse una grossa (dico grossa) lotta contro l'evasione fiscale. Non è certo questo che basta a rimettere in piedi il paese, ma è una buona base su cui lavorare.
Speriamo che, oltre a cucire stemmi e gonfiate parole addosso a Berlusconi, un giorno i Tg Rai ci dicano davvero che l'Italia è in stampelle: per evitare la sedia a rotelle, correggiamo i difetti degli italiani. Solo dopo aver licenziato, tramite il voto, questa destra incapace e carnevalesca.

Pubblicato il 17/8/2005 alle 19.30 nella rubrica Corsivo.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web