Blog: http://iosonolaico.ilcannocchiale.it

Dalla perestrojka al capitalismo puzzolente made in Russia

E' tempo che i dirigenti occidentali accantonino la psicologia e le nozioni dell'era coloniale. Dovranno farlo prima o poi. Finchè l'Occidente continuerà a vedere il Terzo Mondo come una sfera d'influenza e a esercitarvi il suo dominio, le tensioni rimarranno e si formeranno nuovi focolai di conflitti con l'intensificarsi della resistenza antimperialistica.
I nostri avversari occidentali non gradiscono che si parli loro in questo modo. Perdono la calma e si indignano quando diciamo pane al pane. (...) Ho spiegato in molte occasioni che noi non perseguiamo finalità ostili agli interessi occidentali. Sappiamo quanto sono importanti il Medio Oriente, l'Asia, l'America Latina e altre regioni del Terzo Mondo per le economie degli Stati Uniti e dell'Europa occidentale, in particolare per quanto riguarda le fonti delle materie prime.
E' tempo tuttavia di riconoscere che le nazioni del Terzo Mondo hanno diritto d'essere padrone di sè stesse. Hanno raggiunto l'indipendenza politica dopo molti anni di dure lotte. Ora vogliono essere indipendenti anche economicamente. (...). I dirigenti di questi paesi vogliono che siano veramente indipendenti e che collaborino con gli altri su un piano di parità. Oggi, invece, non hanno altro che denutrizione e malattie.
Le loro risorse vengono sfruttate dagli stati avanzati e assorbite nei redditi nazionali di questi ultimi attraverso i canali di uno scambio non paritario. I paesi in via di sviluppo non vorranno tollerare ancora a lungo questa situazione.


Queste le parole di uno dei più grandi uomini di sempre: Mikhail Gorbaciov. L'uomo della perestrojka. Le parole tratte da un libro chiamato proprio così: perestrojka, il nuovo pensiero per il nostro paese e per il mondo.
Un libro stupendo, che negli stessi stati uniti diventò un caso letterario: riesce a mostrare quanto calme, valide e utili fossero le idee e i progetti dell'ultimo segretario del PCUS: evitare di far sprofondare in toto nel capitalismo il suo paese, mostrare al mondo alla gente sovietica il socialismo dal volto umano, moderno.
La perestrojka in Italia la fece Occhetto, con la sua Bolognina, sfasciando il Pc e trasformandolo Pds. Ecco che anche in Russia manco si lesse il testo di Gorbaciov: con la sua ristrutturazione e umanizzazione del socialismo, forse non si avrebbe avuto oggi la situazione nelle Federazione. Redditi procapite ridotti all'osso, pochi ma ricchissimi capitalisti (alla Abramovich) che guadagnano come Gorgon Gekko nel film Wall Street: centinaia di milioni di dollari al solo fare qualche telefonata e acquisto in borsa.
Era proprio questa l'idea di Gorbaciov: aiutare il proprio popolo ad uscire dalla crisi economica. Uscire dalla crisi tuttavia attaccando anche quelle cose che nel sistema non andavano bene. Una produzione più intelligente, meno cumulativa e più ovvia e qualitativa. Un migliore sfruttamento dell'energia nucleare e quelle petrolifera: oggi esse sono in mano a privati, e i prezzi sono saliti verso l'Olimpo del "non compro più costa troppo".
E' il capitalismo bambina, e non piace proprio a tutti.
Il 15 marzo 1990 il Congresso dei rappresentanti del popolo dell'Urss - il primo parlamento costituito sulla base di libere elezioni - elegge Gorbaciov Presidente dell'Unione Sovietica. (da www.cronologia.it)
L'idea del segretario, poi insignito con il Premio Nobel per la Pace, non ha avuto poi seguito, schiacciato dalle pressioni dei paesi-colonie baltici e non, e dalla "contro-rivoluzione" della destra di Eltsin, che poi ha piazzato un ex Kgb come suo successore. Viaggio nel pianeta Russia, alla scoperta di un mondo che, invece che migliorare come perestrojka intendeva, è caduto nel più basso e viscido dei capitalismo: dal 1991, nella Federazione Russa, ristoro solamente per pochi Paperon de' Paperoni. E la libertà di stampa, è ancora una grossa utopia.
 
(gorbaciov, ultimo capo di stato sovietico)

Perestrojka - Il nuovo pensiero per in nostro paese e per il mondo - Mondadori

Pubblicato il 17/8/2005 alle 9.39 nella rubrica Culture and History.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web