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La Chiesa battezza i neonati: ma è legale?

Il codice di diritto canonico, al canone 868, stabilisce questa assurda norma: «il bambino di genitori cattolici e persino di non cattolici, in pericolo di morte è battezzato lecitamente anche contro la volontà dei genitori»!

Qualora si verificasse, i genitori dello sfortunato bambino potrebbero denunciare il battezzante per violazione dell’art. 30 della Costituzione.

Ricordiamo che tale articolo stabilisce che «è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i propri figli». Attenzione, però: «istruire» non significa affatto «imporre». Insegnare ai propri figli la verità della religione cattolica non deve quindi avere come automatica conseguenza l’adesione vita natural durante alla Chiesa cattolica, così come insegnare ai propri figli il gioco degli scacchi non deve comportare l’iscrizione vita natural durante al club degli scacchi.

La sentenza della Corte Costituzionale n. 239/84 ha inoltre stabilito che l’adesione ad una qualsiasi comunità religiosa debba essere basata sulla volontà della persona: difficile, a nostro avviso, rintracciare tale volontà in un bambino di pochi giorni. Infine, secondo la legge 675/96, l’appartenenza religiosa è considerata un dato sensibile, esattamente come l’appartenenza sindacale e politica, la vita sessuale e alla salute dell’individuo. Non si capisce pertanto perché, se la legge impedisce ai genitori di iscrivere i propri figli ad un sindacato, ad un partito, ad un’associazione gay, non debba conseguentemente impedire l’adesione ad una organizzazione religiosa.

da www.uaar.it

Per la laicità dello Stato
Un'attenta analisi che noi vi mostriamo ha quindi rivelato che i sospetti di tanti erano fondati: come possibile che si "battezzi" un bambino a pochi mesi (a volte giorni) dalla sua nascita? E la coscienza, la volontà? Il fatto coincide credo con un'altra caratteristica del nostro Stato (purtroppo poco) laico: l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole. Mi si risponderà che quello è facoltativo. Meno male.
Invece, tante volte ci sentiamo rispondere, da certa gente cattolica quando si discorre a proposito di laicità, frasi tipo "sai perchè voglio che si continui a mettere il crocifisso nelle aule scolastiche? Perchè se vado in Arabia è già così, e se mi lamento contro l'Islam mi ammazzano". Verrebbe voglia di rispondere ma sei obbligato tu a sbagliare, dato che sbagliano gli altri?
E' per questo che la sinistra, o chiunque voglia la laicità dello stato, difende spesso nelle nostre vicende l'Islam: perchè laico non vuol dire ateo. Laico vuol dire poter fare la propria scelta di vita coerente e sincera: con coscienza. E invece la questione del battesimo è la più grave: non si parte super partes, ma si impone in un certo (evidente) qual modo un credo religioso. Come se un bambino venisse iscritto, a soli due mesi dalla propria nascita, ad un partito politico. Uguale.

Pubblicato il 16/8/2005 alle 19.59 nella rubrica Laicità.

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