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Il dibattito dentro Rifondazione: primarie sì, primarie no (1a parte)

Il dibattito interno a Rifondazione Comunista crea un effetto: urge informare, discutere, parlarne. Trovare dei compromessi, per quanto riguarda il senso di queste primarie e della candidatura del segretario Bertinotti. Esiste infatti, e non so se la cosa sia nota o meno ai più, una parte del partito che non solo non vede di buon occhio l'alleanza con l'Unione, ma addirittura ha intenzione di astenersi alle primarie. Per protesta, contro la scelta di entrare nella prossima (eventuale) maggioranza di governo di centro-sinistra. Sul fatto che discutere di "trattino-non trattino" nel nome "centrosinistra" non serva a nulla, molti in Rifondazione concordano. Il trattino c'è, vallo a dire a Mastella che è di "sinistra". A parte quello, mollare ora Prodi vorrebbe davvero dire consegnare l'Italia nuovamente in mano a Berlusconi. Per altri cinque anni.
E credo che pure su questo si basi la riflessione di Bertinotti, che pure ha dimostrato (vedi caduta del governo Prodi) di saper farsi sentire, di non essere (anche se suona male) un "alleato passivo". Quale invece, e dispiace, sembra rivelarsi il Partito dei Comunisti Italiani, data la loro totale mancanza di disaccordo o comunque di tentativi di creare dibattito all'interno dell'alleanza.
Questo è il momento nel quale un partito è chiamato a dimostrare la propria serietà: ci si sforza tanto, all'interno della sinistra e di RC, a spiegare e cercare di dimostrare che il gruppo erede del PC togliattiano e poi bertinottiano è quello di cui Bertinotti è segretario, e poi non si dimostra, non dico maturità, neanche un briciolo di sforzo, di attività, di fatti in nome del partito.
(1-continua)

Pubblicato il 14/8/2005 alle 20.20 nella rubrica Primarie.

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