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Primarie: l'infamia di Di Pietro, dall'alto del suo microscopico partito

In un recente numero de "l'Espresso", abbiamo avuto occasione di leggere una strana (eufemisticamente parlando) intervista ad Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori. La questione morale la rappresenta lui, avrebbe detto. Questione morale su cui, se l'ex magistrato ben ricorda, Berlinguer aveva per primo (o fra i primi) insistito. Ritorneremo su questo parallelo. L'autore dell'intervista, partendo a razzo, bombarda il leader di uno dei più piccoli partiti del nostro bipolarismo: cosa pensa di ... ? cosa ne dice di ... ?
Quando arriva, e qua Di Pietro conferma quando andava dicendo in  Tv, a chiedere di Bertinotti, ecco l'apoteosi:
"(Bertinotti) È il politico che meglio interpreta il suo progetto: rifondare lo Stato con il comunismo. Un modello vecchio, superato, che resiste solo a Cuba e nel Vietnam del Nord. Ingabbiato in un programma di sinistra occidentale è utile, se Bertinotti resta un signornò ci trasforma tutti in un cartello elettorale".
Pensiamoci un momento. Nel 2001 Rutelli (come fedelmente riporta il libro di Giovanni Floris) dice "di Rifondazione non so proprio che farmene", e accusano Bertinotti di aver preferito i propri uomini in parlamento rispetto a salvare l'Italia dall'uomo di Arcore. Poi per secoli si è continuato a ripetere che fare una coalizione con RC è impossibile. Ora, quando il leader comunista stesso ha perso venti (dico venti) voti percentuali all'ultimo congresso del partito, proprio per creare l'alleanza con Prodi, Di Pietro dice così?
Che faccia tosta, lui che alle europee aveva fatto un'alleanza con l'ultimo segratario, non certo dei liberali, ma del Partito Comunista (Occhetto).
Quello che tengo, ultima cosa ma non l'ultima, a ricordare inoltre, è che Berlinguer aveva in comune con Bertinotti non solo la prima sillaba del cognome, ma anche una questione, quella morale: vedi, innanzitutto, il radicamento all'interno di PC e (ora) PRC del movimento femminista, come del resto la questione sulla laicità (mentre Antonino caro ha lasciato "libertà di coscienza ai propri elettori per il referendum). E la lotta all'evasione fiscale? E' dai tempi del governo Prodi che il partito che fu di Cossutta insiste su questo punto.
Ok avere posizioni diverse, discutere, anche per fare delle primarie una cosa seria: ma il rispetto non si toglie a nessuno. E l'infamia pronunciata da Di Pietro in tale intervista è davvero grossa: verrebbe voglia di chiedergli: ma tu sei di destra o di sinistra?
Prendiamo infine quanto dice su Mastella:
"Mastella rappresenta la Dc di un tempo, nel bene e nel male. È il punto di riferimento della politica professionista, di chi sta da una parte e pure dall'altra. Sul piano ideologico siamo uguali, lui però è un moderato accomodante, io sono un moderato radicale".
E le frasi di Mastella (quasi, pressochè) a favore della guerra? E il fatto che la DC era quello stesso partito che Di Pietro (giustamente, e lo ringraziamo di cuore) aveva messo il luce come corrotto e marcio?
Vedi anche il commento del leader dell'Idv sui Verdi:
"I Verdi sono essenziali per il centro-sinistra, sono un'anima. A menadito, però, direi che Pecoraro ultimamente punta tutto su una sinistra massimalista, a sinistra di Castro. Bloccare le infrastrutture, bloccare l'energia significa sognare un Eden che può piacere solo ad Adamo e Eva"
Non viene in mente che forse i Verdi (che in Germania stanno con i Socialdemocratici) stanno con la sinistra radicale perchè nell'area "moderata" l'ambientalismo è ormai un opzional?



Una intervista, quella al segretario dell'Italia dei Valori, che lascia l'amaro in bocca. E che fa capire quanto sia "morale" il rispetto che costui porta verso gli alleati.
E pensare che si proclama "il portabandiera della questione morale". Andiamo bene. Se la morale la trasporta e custodisce un partito così piccolo, e così irriguardoso verso gli alleati, bisognerà davvero farne una grossa scorta e metterla nella stiva dell'Unione. Per le emergenze.




(foto da centomovimenti.com)

Pubblicato il 13/8/2005 alle 15.41 nella rubrica Primarie.

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