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Quello che i liberisti americani osano dire

Gli americani della S&P, che si occupano di essere il termometro dei governi dei vari paesi, e pubblicano periodicamente delle note e giudizi sullo stato di un'economia nazionale e sul tipo di politica che un governo affronta, ha recentemente messo in chiaro il fallimento del governo Berlusconi. Eppure, quando l'uomo di/da/padrone di Arcora aveva vinto le elezioni, i rappresentanti politici e produttivi dello sfrenato capitalismo a stelle e strisce, da buoni liberisti qualunque, ci avevano informato che l'Italia sarebbe presto stata una terra di pascià.
Ora, è come se il tifoso di una squadra, ma spettatore nettamente di parte, dicesse che la squadra "
ha fallito e fatto schifo". Ti fa pensare. Se il termometro che ha riconosciuto la febbre è quello dei "cugini" della Cdl, fa ancora più impressione. Tuttavia gli americani in questione hanno sollevato un altro problema: che neanche con la vittoria eventuale dell'Unione alle prossime politiche si avrà un miglioramento. Parafrasando i loro messaggi cifrati, la presenza di forze di ispirazione ambientalista o comunista all'interno della coalizione renderebbe inefficace qualsiasi tentativo di risanamento dell'economia. Sono ora necessari due commenti su questo dilemma:
1 - ma c'era bisogno di tanto scalpore per dire che in cinque anni l'Italia (mai stata una paperopoli) con questa destra è ferma, bloccata e tossicamente danneggiata? Si mettano in coda, i signori della Standard and Poor's: sono i milionesimi a dirlo. Ormai lo sanno anche i nostri neonati. Anche quelli che nascono in case forzitaliote. Capirai.
2 - e chi dice che la decisione di
Prodi (o di chi comunque vincerà le Primarie) debba essere dettata da qualche americano con voglia di favorire un sistema, quello del capitalismo liberista, che fa acqua da tutte le parti (il no alla costituzione europea a Parigi e Amsterdam ne è la prova)? Bene fa il direttore Sansonetti (Liberazione di oggi) a ripetere per l'ennesima volta che il termometro cui rivolgersi quando governerà l'Unione sarà la gente, il suo portafoglio, il riuscire o meno ad arrivare a fine mese, i sindacati che difendono i diritti dei lavoratori. E lo stesso direttore, altrettando legittimamente, ammette che bisogna pure collaborare con i privati.
Ma ci uniamo a lui, al sindacalista Cremaschi e anche al timido diessino
Bersani: dev'essere la politica a dettare le scelte economiche e produttive, sociali. Il taglio al sociale che consiglia S&P non fa per l'Italia, dove invece abbiamo una delle più profonde e radicate evasioni fiscali della terra.
3 -
la Margherita che vuol fare? Vuole stare al centro, a destra o a sinistra? I Dl fatti hanno detto che "effettivamente" gli americani potrebbero aver ragione, data la presenza dei comunisti per la coalizione.
Come tutti sanno, il tribunale che deciderà chi è buono e chi è cattivo (scusate i termini) saranno i giornali, la gente, la scuola. Tutto insomma. Che poi diventa storia.
L'invito ai leader dell'Unione è prendere per buone le critiche al governo in corso, che non è neanche di destra, o vera destra: è un mix fra ex democristiani con processi alle spalle, stallieri di Arcore etc. Ma che non vengano a cercare il programma liberista perchè: ha fallito, e i tagli alla spesa sociale sono deleteri. Molto meglio puntare su altri governi. E per dirla alla Sansonetti (mi ripeto): lasciamo alla politica il suo primato.

Pubblicato il 11/8/2005 alle 2.33 nella rubrica Corsivo.

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