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Il barista m’ha chiesto un euro per il Corriere della Sera!

Io ero già pronto, con i soldi in cambio, a disfarmi di tutte quelle monete di piccolo taglio. Arrivavo giusto ai soliti novanta centesimi. Pensavo, che affare: novanta centesimi, venti in meno del Manifesto, dieci in meno di Unità, Giornale, Foglio, Libero, Unione Sarda…alla pari di Repubblica, Stampa e Messaggero.

Sottolineo anche che il quotidiano diretto da Mieli è l’unico, dei quattro “grandi fratelli” a non portare l’articolo davanti al proprio nome. E invece la testata più gloriosa d’Italia, alza il prezzo. Sarà anche l’unica “signore” della nostra stampa ad uscire a cifra tonda. Forse ci fa pagare il costo del restyling a colori che recentemente s’è avuto. Tutto il giornale, anche le pagine interne, sono a colori. Colorate, con prevalenza del blu, anche le tabelle e bordature nella quali sono inseriti gli articoli.

In un angolino della prima di domenica, trovi appunto:

 

Da oggi il prezzo del «Corriere della Sera», come quello di altri quotidiani, passa a 1 euro (euro 1,30 il giovedì con «Corriere della Sera magazine» e il sabato con «Io donna»). Un ritocco di 10 centesimi che avviene dopo tre anni e mezzo di prezzo invariato. Ringraziamo i lettori per il piccolo sacrificio che da oggi chiediamo”.

 

Francamente, a dir la verità, quotidianamente un euro di differenza non farà andare sul lastrico né me né tanti altri utenti. Ma a pensarci bene, per una persona che ogni giorno legge gli articoli di uomini con Stella, Franchi e Della Loggia (per citarne solo alcuni), fino a sabato mattina la spesa s’arrestava sul prezzo di 6,90 euro (dato l’obbligo di prendere anche l’inserto). Con il nuovo prezzo imposto dall’editore Rcs, ecco che si va a spendere ben 7,60 euro a settimana. In poche parole spendi di meno a comprare giornalmente l’Unità. Decisamente meno per Repubblica, Stampa e Messaggero.

Settanta centesimi di differenza a settimana, il costo di un caffè la mattina nella maggior parte dei bar. Questa è la modernità, bellezza mia.

Magari è solo l’inflazione. O magari il Corriere passa effettivamente un brutto momento, fra scalate e discese di azionisti, fra caos e coinvolgimenti finanziari, con Gazzetta che pure va benissimo nel mercato, il numero di copie di tiratura resta stabile: c’era bisogno di quell’aumento? Ma sì, magari pensano gli edicolanti, magari è più comodo così: l’euro. Monetina, cifra tonda, sempre in tasca e senza resto. Senza neanche resto in cambio per chi paga.

Chiaro, ma ricordiamoci che l’euro non è mille lire. Ottimo l’esempio, infatti, di News Settimanale che esce ogni settimana, solitamente il venerdì, proprio a quel prezzo. Mentre l’Espresso, settimanale anch’esso ma con esperienza da vendere e fama altrettanto valida, va a costare € 2,80. Una differenza così abissale che nemmeno la bravura dei vari Bocca e Scalfari può giustificare.

Prima un giornale costava in media 1500 lire. Il Corriere dello Sport Stadio addirittura 1400. Ora, al cambio, 1 € ne vale quasi 2000. Di questo passo, tanto vale leggere i giornali solo in rete: ok, anche io lo faccio, ma almeno uno - due al giorno voglio scegliere di comprarli. Chissà, allora, ad agosto del prossimo anno quanto costerà una copia del quotidiano di via Solferino. .

 

Qualcosa è cambiato, direbbe un regista americano. E’ l’inflazione baby. E’ la crisi. E’ la recessione berlusconiana.

 

CORRIERE DELLA SERA

Editore: RCS

Fondato nel 1876

Direttore: Paolo Mieli

Tiratura del 06-08-05: 838.00 copie (ridotta al polo di Roma per agitazione sindacale)

Prezzo: 1 € (giovedì e sabato € 1,30)

Migliori firme:


Il direttore del Corriere Mieli

Pubblicato il 9/8/2005 alle 16.30 nella rubrica News and Opinions.

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