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Chi cerca il regime mediatico lo trova

E’ vero che il regime c’è ma non si vede, come dice Furio Colombo su l’Unità di domenica, o che “non ho mai parlato di regime”, come sostiene invece il segretario Bertinotti? Resta il fatto che se uno pensa che ci sia il regime, lo dice. Ma se ci fosse realmente, non potrebbe dirlo.

Perché ci sarebbero subito le guardie alla porta di casa pronto a sequestrarlo. Ma questo non è un regime totalitario, ma uno moderno, che esige e trova un controllo pressoché totale degli organi di stampa (e non) televisivi. E ci ritroviamo con le solite persone a continuare a piangere la scomparsa dal video di Biagi e Santoro, e nessuno si ricorda di Massimo Fini, ottimo artista che la Rai offuscò, pur essendo già pronto il suo filmato, per ragioni mai specificate. O almeno non totalmente. Poi si venne a scoprire che tale Fini (non Gianfranco, ndr) è ebreo. E qualcuno ha pensato male.

E si disse, da parte della destra: ma come antisemitismo! Era per altri motivi, il fatto che sia ebreo è solo una coincidenza.

Ma non ricordate più quando Mimun (attuale illuminato a luci spente direttore del Tg1) dirigeva il Tg2 e Montanelli lo criticò con una vignetta? Era il 1994 e tutti là a dare all’Indro nazionale del “fascista”, “razzista antisemita”. Proprio strano sto diavolo di paese.

E mentre a Silvio non pare vero che i magistrati abbiano potuto usare delle intercettazioni (e se ne è accorto solo quando s’è scoperto il suo nome dentro questi intrighi?), se la prende anche con i giornali. Con qualche giornale. Mettiamo in corsivo e in maiuscolo questa ultima frase e scopriamo chi per primo ha fatto quelle intercettazioni. Appunto, Il Giornale. Strani casi della vita vero?

Se Silvio intende, in buona fede, evitare che le intercettazioni siano pubblicate, violando il segreto istruttorio dei magistrati e dunque ostacolandone le indagine, ben venga questa improvvisa doccia fredda con l’acqua della sua sapienza.

Ma se lo stesso Silvio intende , in meno buona fede, colpire ancora una volta i magistrati “rossi” e “sporchi comunisti” colpevoli ancora una volta di aver tirato fuori il suo nome dalle intercettazioni, venga un po’ meno bene.

Bisogna saper distinguere i due casi. E se i magistrati sono stati indeboliti dalla riforma assurda approvata a Camera e Senato a colpi di maggioranza, siamo davvero alla frutta.

 

Dopo questi fatti, e dopo che Silvio nega ancora una volta che qualcuno è stato trattato male perché di sinistra in Rai come nel resto della TV, abbiamo di fronte la scena del bambino sporco di cioccolata in tutto il viso che nega alla madre di aver mangiato quel barattolo di nutella che prima c’era e ora sul tavolo esiste ancora. Carissimi di sempre: il Regime mediatico è fine ma c’è. Leggete i libri di Marco Travaglio per rendervene conto.

 

Ne scoprirete della belle.


Furio Colombo, editorialista de l'Unità

Pubblicato il 9/8/2005 alle 16.27 nella rubrica Corsivo.

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