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Il disegno di una bambina di undici scampata alla morte nell'aereo maledetto

La bambina, appena undici anni, non potrà più guardare negli occhi la madre. E di sicuro, quando sarà più grande, non sarà il padre a portarla in giro a fare pratica prima di prendere la patente. Maria Grazia non avrà più la possibilità di fare alcuna cosa con i suoi genitori. Questi sono morti nella caduta/ammaraggio del volo che ormai tutta Italia conosce. Diretto a Tunisi, doveva fare uno scalo all'aeroporto di Cagliari-Elmas. Invece, l'ammaraggio. La manovra più dura e difficile. Tecnicamente e fisicamente. Ma soprattutto, emotivamente. Gente che strilla, cuori che battono, bambini che piangono. Sicuramente anche Maria Grazia piangeva. Poi sono morti i genitori.
Ora tutto l'accaduto è sotto inchiesta, e anche il pilota lo è. Ma la dozzina di super esperti che i vari quotidiani hanno contattato e intervistato in questo post-disastro, hanno confermato che se 23 persone sono salve è merito suo. Per il coraggio e la freddezza. Se ne sono morte altre sedici, il pilota ha dovuto scegliere l'estrema razio. Un prezzo molto alto da pagare. Questo è il disegno di Maria Grazia, che non ha avuto il coraggio di parlare, ma che solo con il suo disegno, riproposto a colori sul sito del
Corriere, ha saputo comunicare il suo dolore, il suo pianto, la sua solitudine. La cosa non deve intenerire, o almeno non solo. Deve invece farci pensare a quanto seriamente la vita sia un bene momentaneo è prezioso. E quanto negligenza e guerra rovinino tutto. Non voglio nè dire che sia la guerra ad aver ucciso i genitori della bambina: ma è sicuramente la stessa sensazione, il sentirsi soffocare, sola come un cane abbandonato, che ha provato, prova e proverà il figlio piccolo o la bambina figli di tutte le vittime civili del conflitto irakeno.

il disegno di Maria Grazia, dal sito del Corriere della Sera

Pubblicato il 8/8/2005 alle 22.14 nella rubrica Corsivo.

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