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Un israeliano ha ucciso QUATTRO arabi in un pullman

TEL AVIV - La polizia israeliana ha decretato stasera lo stato di massima allerta in Galilea in seguito a un attentato terroristico compiuto da un estremista ebreo, un militare di leva, in un autobus di linea all'interno della citta' araba di Shefaram.

In un commento a caldo il ministro israeliano per la sicurezza interna Gideon Ezra ha definito l' uccisione di quattro passeggeri arabi di un autobus a Shefaram da parte di un estremista ebreo in uniforme ''un atto di terrorismo a tutti gli effetti''.

Il militare - Eden Zuberi, 19 anni - ha aperto il fuoco all' improvviso contro il conducente dell'autobus n.165, partito poco prima da Haifa, e lo ha ucciso a sangue freddo. Ha proseguito a sparare, uccidendo anche due donne e una quarta persona ferendo una decina di passeggeri.

Per circa due ore l'autobus e' stato circondato da una folla in tumulto. Quando la polizia e' riuscita a disperderla, ha constatato che anche l'assalitore era rimasto ucciso, probabilmente sopraffatto e linciato dai passeggeri.

''Sono venuto a uccidere arabi, voglio impedire il ritiro da Gaza'' ha annunciato il soldato prima di aprire il fuoco sui passeggeri inorriditi, secondo quanto ha appreso il sindaco di Shefaram, Rossan Yassin.

Il grave attentato e' giunto mentre gran parte della polizia israeliana era schierata nel Neghev per confrontare migliaia di coloni che anche oggi cercano di forzare i cordoni di sicurezza per irrompere nella striscia di Gaza. La Galilea, di conseguenza, era rimasta relativamente sguarnita.

Non appena appreso dell'attentato il capo della polizia Moshe Karadi ha ordinato che unita' di elite fossero inviate al piu' presto, con elicotteri, verso Shefaram, dove domani si svolgeranno i funerali delle vittime. Anche le forze armate israeliane sono state poste in stato di allerta in Galilea nel timore di estese manifestazioni di protesta della popolazione araba.

Nel timore di disordini misure particolari di sicurezza sono state predisposte per domani anche a Gerusalemme, in particolar modo nella zona della Spianata delle Moschee.

Dure accuse al governo israeliano sono state lanciate da alcuni dirigenti politici arabi. ''Il governo e' solito sobillare contro la popolazione araba... questo e' il risultato'', ha esclamato il leader del partito comunista Mohammed Barake, che e' originario di Shefaram. Analoghe accuse sono state lanciate da altri esponenti politici arabi alla Knesset secondo cui e' giunto il momento di usare ''il pugno di ferro'' contro la destra eversiva israeliana. Un dirigente del movimento dei coloni, Benzi Lieberman, ha subito condannato l'attentato, affermando che ''si e' trattato di un gesto di follia''.

UN EMULO DI GOLDSTEIN - Di Zuberi si e' appreso che viveva nella citta' di Rishon le-Zion, alla periferia di Tel Aviv. In passato e' stato notato nella colonia ebraica di Tapuach (Cisgiordania), nota roccaforte della destra eversiva israeliana: ma a quanto pare non ci ha mai vissuto.

La televisione commerciale ha riferito che il nome di Zuberi figurava nelle liste degli zeloti estremisti simpatizzanti del gruppo Kach redatte dallo Shin Bet, il servizio di sicurezza israeliano. Il giovane, secondo la emittente, si era messo in luce alcune settimane fa quando aveva disertato per non dover prendere parte attiva al ritiro da Gaza. Da allora aveva fatto perdere le proprie tracce.

Il suo gesto, secondo alcuni analisti, ricorda l'attentato compiuto 11 anni fa a Hebron (Cisgiordania) da un altro militante del Kach, Baruch Goldstein, che uccise una trentina di palestinesi nella Tomba dei Patriarchi prima di restare ucciso a sua volta. Secondo le prime informazioni, Zuberi non aveva complici.

Estremisti come lui sono non pochi, avvertono i servizi di sicurezza israeliani. Quando agiscono da soli, e' quasi impossibile impedire attentati del genere. Oggi alcuni parlamentari di sinistra hanno chiesto che contro costoro vengano spiccati arresti amministrativi.

da Ansa

Pubblicato il 4/8/2005 alle 22.56 nella rubrica News and Opinions.

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