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Immigrati, il gratis dell’Umanità

Una persona di buona volontà, lettrice fresca di un mio racconto di viaggio di migranti, viene alla presentazione del libro. Mi dà fiducia e però mi considera finito fuori campo dal mondo reale. Come poter accogliere tanta umanità pellegrina che arriva fino a noi? La mia risposta è che intanto l’abbiamo accolta già. La quantità di stranieri venuti a stabilirsi tra noi è fuori da ogni programma stabilito, eppure è riuscita a giungere, vive, lavora, fa spesa ai supermercati economici, manda figli a scuola e soldi a casa. Sono già milioni i nostri nuovi inquilini. Una parte di loro copre la quota di maggioranza dei detenuti.
Questo è fisiologico, nelle prigioni ci sono sempre stati i poveri. Gli agiati delinquono altrimenti e se proprio devono rendere conto a un magistrato, subiscono la detenzione alternativa dentro casa senza serrature, sbarre, spioncini, porte blindate che sbattono.
Esistono già ora milioni di stranieri al lavoro, a basso costo e maggior gloria dei profitti. Chi li ha invitati, accolti? Nessun governo di centro-destra-sinistra: invece hanno inventato i Centri di Permanenza Temporanea, che bel soprannome per campi di concentramento, prima di un mese, ora di due, poi chissà.
Sono arrivati, arrivano senza bussare, piegano la schiena sotto un qualunque lavoro di fatica, più sono senza regole, meno costano. Non gli dobbiamo insegnare l’italiano, lo imparano da soli, non li dobbiamo istruire, molti hanno titoli di studio superiore. Sono il gratis dell’umanità che viene a noi filtrando le barriere della nostra geografia spalancata sul Mediterraneo, forzata da millenni di invasioni e migrazioni.
Li abbiamo ospitati di fatto, malgrado i peggiori sbarramenti. Come potremo accoglierne ancora? Con la stessa osmosi, lo stesso assorbimento capillare, lo stesso principio dei vasi e dei visi comunicanti. Finché c’è margine di vantaggio per loro, verranno, quando non ce ne sarà, smetteranno. Conoscono il mercato meglio dei nostri centri di raccolta dati. Finché per loro siamo terra di fortuna, non potranno essere fermati da nessun campo di concentramento, da nessuna espulsione, da nessun naufragio più o meno assistito. Nessuna beceraggine leghista potrà farci qualcosa, tranne che ricordarci che siamo così, degli ipocriti che succhiano profitto dal lavoro straniero e lo minacciano di espulsione per sfruttarlo meglio.
Non è razzista la Lega, perché razzismo è odio verso un popolo intero o un colore di pelle, mentre da noi l’arabo, il cinese, il nero ricco è accolto a tappeti distesi. Non siamo razzisti, adoriamo gli extracomunitari con la grana, e il solito disgusto per quelli senza.
Cosa potremo accogliere ancora? C’è un’Italia irreale che è quella dei governi e degli organi d’informazione, che non sanno un accidente di quello che succede al piano terra del popolo. Ogni tanto si accorgono di qualche cambiamento attraverso dati già vecchi, inutilizzabili come farmaci scaduti. Se chiedi a quell’Italia, se credi a quell’Italia, hai per risposta le solite misure di emergenza, perché per loro il mondo è così esagerato da doversene difendere come da una epidemia. Per loro siamo sempre in prognosi riservata. Perché non abitano il mondo, ma una corsia.
Se chiedi alla strada, agli angoli, ai cunicoli, alle stive del mondo, avrai risposte, trucchi, segreti, storie di un’epoca epica per coraggio e astuzia, sconfitte atroci e successi impensabili.
Se chiedi ai governi cosa sono i sogni, ti rispondono con l''aumento delle lotterie, mai state così fitte e quotidiane. Se chiedi alla strada, vedi i sogni riusciti di chi si è messo in viaggio attraversando acqua, aria, fuoco e terra. gli elementi coi quali è fatta l’antica avventura della nostra specie.

Erri De Luca - da l'Unità

Pubblicato il 4/8/2005 alle 17.40 nella rubrica News and Opinions.

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