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Metro Milano – quanto chiasso fa la linea gialla?

La stazione della metro, è a due passi dall’appartamento in cui stavo. Accanto al segnale digitare con data-ora-temperatura-santo del giorno, leggo “San Donato”. Ma và? Forse che lo sapevo già da prima che stavo là?

A parte questo, è facile intuire come comportarsi per/in e con la metropolitana. O la tube, come lo chiamano a Londra. (sono stato anche in quella città e non potete capire lo strano sentore di tragedie o guasti che ho sentito non appena ho avvertito il caos che fa la metro della linea 3).

Pensavo di trovare qualche mappa, nelle stazioni, con tutte le fermate. Bastava andare in direzione “Maciachini” giusto? Ma dove cavolo è sto posto? Io, isolano, abituato ai pullman della Ctm che collegano Cagliari con l’hinterland o al massimo ai treni della stessa zona. Tutta altra cosa…

Ma sono sopravissuto. Grazie a quella guida, “Milano città luoghi e dintorni” (8 euro: non tanto, dato che a Milano ci compri appena due bruschette), la metropolitana non è stata poi un problema. La mappa stava lì. Decisamente più piccola, come numero di linee, estensione in lunghezza e linea d’aria, raggio d’azione insomma, rispetto a quella della capitale britannica. Colma di immigrati, che non avevo mai visto così da vicino in gran numero ma che non mi hanno affatto reso “xenofobo” o razzista, lavoratori, alcuni con l’abito altri con le T-Shirt, non riuscivi nemmeno a parlarci dentro. Dal caos che si sentiva.

 

Ma siamo arrivati, Duomo, la prima stazione nella quale scendere. E ci colpisce subito ciò che vediamo all’uscita della stazione. «Duomo, fermata d’uomo». E giù in fretta, dato che dentro la stazione è vietato fumare e una bella ziga vista galleria non deve esser male.

Pubblicato il 3/8/2005 alle 12.28 nella rubrica Lo sapevate?.

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