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Fazio dimettiti, basta con il muro-di-gomma

Scandalo non è che il governo, ora incalzato dall’opposizione, si orienti a chiedere le dimissioni di Fazio. La vergogna è che il governatore non le abbia già date e faccia il pesce in barile. Magari aspettando d’essere salvato da Berlusconi. Col quale aveva siglato un nuovo patto di alleanza un anno fa, dopo aver annunciato nel 2001 che col Cavaliere l’Italia avrebbe conosciuto un nuovo rinascimento: trasformato dai due in sinonimo di naufragio. Ecco, il Fazio-muro di gomma è la metafora istituzionale più alta, moralmente più bassa, dell’assenza di senso dello Stato e irresponsabilità etica dell’Italia berlusconiana. Mentre il prestigio di Bankitalia e dell’Italia va a picco nel mondo, incredulo davanti allo scandalo della mancata sanzione, Fazio traccheggia, si proclama puro come un giglio: indifferente alle ricadute devastanti sul paese. Si è già detto che il governatore non si sarebbe spinto al giro di intrighi con banchieri d’assalto, immobiliaristi chiacchierati, moglie e figlia, preti profumati d’incenso e maneggioni di finanza ben più del turibolo, senza il clima di lassismo, immoralità e legalità che da anni ammorba l’Italia. Ma ora si è davvero passato il segno. Il pesce puzza dalla testa. Il dominus della banca centrale (come altri) manda un cattivo odoro da bonificare prima che l’Italia sia appestata nel mondo. Si obietta (la Lega e pochi altri) che non si può trasformare Fazio in imputato. Giusto. Peccato che si sia messo consapevolmente e da solo nel ruolo: senza la spinta di alcuno. Il buon nome di Bankitalia – onorato da Einaudi, Menichella, Carli, Baffi e Ciampi – è un patrimonio decisivo per la nazione. Non si può lasciarlo trascinare nel trash da un uomo che ha fallito in modo penoso. Si contesta la fuga di notizie sulle intercettazioni, col solito Pera all’attacco della magistratura. Intanto a diffonderle è stato il giornale di Berlusconi, magari informato e consenziente preventivamente: a meno che, al solito, non gli nascondano tutto. E comunque il punto è: sono veritiere o no? In caso affermativo, anche la decenza impone a Fazio di fare fagotto: subito. Avrebbe dovuto farlo quando si schierò con banche fellone contro i risparmiatori truffati dagli scandali Parmalat e Cirio. Ora si parla di saltare l’ostacolo col mandato non più a vita ma a termine. A questo punto per Fazio serve una soluzione drastica: il terminator.

 

Giorgio Melis – 03-08-05 – da Il Giornale di Sardegna

Pubblicato il 3/8/2005 alle 10.46 nella rubrica News and Opinions.

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