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Feltri: Berlusconi ha pensato prima ai suoi interessi

Ho fortunosamente trovato un vecchio pezzo, di un anno abbondante fa, nel quale Feltri, pur non nascondendo la propria simpatia per l’uomo di Arcore, si preoccupa per lo stato delle cose. Nutre, il direttore di Libero, tanta fiducia in Silvio Berlusconi, ma fino a quel momento (l’articolo è datato 7 maggio ‘04) le promesse, almeno quelle verso la maggior parte degli italiani, non erano state rispettate. Parola di Feltri.

Allora urge qualche riflessione. Se sono l’Unità e Europa ad aver scritto certe cose, passi pure. Ma se lo scrive il direttore di un giornale di destra moderna come Vittorio Feltri, la cosa riesce a far viaggiare la mente. Due passi indietro.

Berlusconi aveva mandato, proprio per quelle elezioni (le europee 2004, ndr), a casa di ciascun italiano quel libercolo nel quale rimarcava “tutto quanto di buono fatto dal miglior governo della Seconda Repubblica”. Il governo più longevo di sempre. Quello che aveva abbassato le tasse.

E’ proprio su questo nodo che Feltri concentra la sua, silenziosa ma rabbiosa, protesta personale. Non è la prima volta che l’ex direttore di Giornale e Indipendente si lascia andare a critiche verso la destra, anche (di rado) verso Silvio il “Grande Capo. Focalizza soprattutto l’attenzione sul fatto che «il Cavaliere è stato molto attento ai suoi interessi e molto meno a quelli degli italiani». E chiude con la citazione delle leggi ad personam che il governo ha fatto: la Gasparri, che Feltri definisce filomediaset, la Cirami, il lodo Maccanico-Schifani, con addirittura un eccetera, che vuol dire “ce ne sono tante altre”.

Una critica che, ricordiamo, era stata mossa da un amico del Premier. Dal direttore di un giornale che, pur rimanendo su posizioni troppo di destra, pratica un giornalismo “urlato” ma comunque più vero di quello del Giornale attuale: l’in bocca al lupo del direttore al Premier, a fine editoriale, lascia davvero di stucco.

Se le critiche sono mosse da un amico, sono quelle più preoccupanti”. Disse qualche filosofo che adesso non mi sovviene.

Il direttore aveva fra l’altro messo in evidenza la “non democrazia” del partito di Forza Italia: nella quale, risulta chiaro, il Presidente paga, mette in luce con i suoi media, comanda e gestisce.

Se neanche il direttore di un “suo” (o praticamente tale) giornale lo difende, stiamo freschi. Abbiamo ragione noi, Berlusconi ha curato, per cinque anni, solo “gli interessi suoi”. Parola di Feltri.

Pubblicato il 2/8/2005 alle 10.51 nella rubrica Lo sapevate?.

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