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“Britain needs a left-programme” – il programma dei comunisti d’oltremanica

Continuo a viaggiare dentro il web del Partito Comunista Britannico. Si scoprono altre cose particolari. Il partito, che ovviamente non fa parte di alcuna coalizione, è una delle formazioni minori dell’agglomerato politico britannico. Non c’è certo la tradizione del PCI di Togliatti o quella moderna del PRC di Bertinotti. Neanche la loro propensione ad essere un “partito di massa”. Dato che, pur essendo quasi tutti i sostenitori e militanti del CPUK dei proletari, quasi nessuno li vota, non li troverete mai su qualche servizio dagli inviati a Londra di Repubblica o Corriere: ma resta il fatto che, anche per chi condivide gli ideali di laicità e democrazia “dal basso”, può interessante dare un’occhiata al “left-wing programme”, da scaricare sul sito web del partito. I tre che s’erano candidati, fra i partiti principali, alle elezioni della primavera scorsa, secondo questo bollettino programmatico, “promuovono una politica di privatizzazione e guerra. Loro – inoltre – vogliono la vittoria della vecchia politica conservatrice dell’antisindacato, senza badare alla cura di salario e pensione sociale”.

Con il New Labour, insomma, “i ricchi sono diventati più ricchi, i poveri ancora più poveri” . Contro l’imperialistico modo di vedere e usare i media e le democrazia dell’attuale classe parlamentare (the crisis of democracy) ed enfatizzando con allarme la “crisi del sistema produttivo”, loro lanciano un proclama perfettamente legale ed utile, è bene ricordarlo, in tutto il mondo.

E forse, in sede di propaganda elettorale per le primarie dell’Unione, è bene che chi rappresenta la sinistra radicale, per essere credibile, efficace ed avere un programma completo, legga con attenzione la loro idea di politica e collabori attivamente con il Partito Comunista del Regno Unito.

Pubblicato il 2/8/2005 alle 10.32 nella rubrica Primarie.

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