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Al Qaida vuole attaccare in mare? ci chiudiamo in casa?

Mi domando come sia possibile. Oddio, il titolo non è poi così misterioso. E' solo che, non tutti ma tanti, giornali, o riviste o agenzie o telegiornali (e radio) certe volte ci propinano delle news che non sono affatto new. Cioè nuove. La parola stessa è "nuova".
Se lo chiedeva
Bocca qualche settimana fa sul Venerdi', quando l'ex partigiano ebbe l'occasione, giusta, per manifestare il suo stupore. Per la guerra è infuriato e indignato più che stupito. Ciò che non s'attendeva è che lo "scoop" o presunto tale di RaiNews24 sul "perchè uil governo ha scelto Nassirya", avesse destato tanto stupore. Tutti lo sanno, insomma, che il petrolio è la matrice di tutto. Da una parte e dall'altra.
E insomma. La notizia di oggi ci porta a "scoprire" (scoprire?) che anche il mare è a rischio. A quanto dice
l'Ansa (questa notizia non è nemmeno fra quelle scritte in grande nell'Home Page), "tra gli obiettivi di Al Qaida ci sono attentati suicidi contro navi o imbarcazioni in porti sportivi o commerciali".
Attenzione che novità. Stiamo attenti. Viviamo in un mondo che ormai, quando non c'è la folla al mare o dal tabaccaio, sta sempre con la paura dentro il corpo. Anche dentro l'anima. Ho preso la metro di Milano parecchio spesso ultimamente e devo ammettere, Londra e Madrid ma anche Bagdad suggestionano, che ogni volta che mi chiudevo in quella "lunga cosa" che fa un chiasso assordante avevo paura. Paura della vita. Paura di un attentato terroristico. O di un guasto e conseguente incidente "mortale".
A questo punto, il consiglio ai non superstiziosi/religiosi, è quello di vivere come davvero si fa di solito, senza affanni, e non cercare mai di fare gli eroi. Perchè come diceva
De Andrè: "ho spergiurato su Dio e sul mio onore e no, non ne provo dolore!".

Pubblicato il 30/7/2005 alle 12.30 nella rubrica Corsivo.

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