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Bombe in Egitto - da Ansa.it

IL CAIRO - Nel peggiore attentato in dieci anni in Egitto, autobombe e bombe rivendicate dalla rete terroristica di al Qaida hanno ucciso almeno 90 persone la notte scorsa nella citta' balneare di Sharm el Sheikh, sul Mar Rosso. Fra i morti otto stranieri, incluso un giovane italiano: Sebastiano Conti, aveva 34 anni e veniva da Acicastello in provincia di Catania.

Almeno 200 sono i feriti, dieci gli italiani tutti in modo lieve. Altri versano in condizioni gravissime e il bilancio delle vittime si aggrava di ora in ora. I turisti si aggirano con stupore tra i detriti delle vetrine infrante nelle vie di Naama bay, nel centro della nuova Sharm. Un negoziante siede all'ingresso della bottega, gli occhi lucidi: ''Ci vogliono distruggere, vogliono toglierci l'unica risorsa di vita''. Sharm, la meta privilegiata di milioni di turisti - centinaia di migliaia gli italiani - si e' trasformata la scorsa notte: poco dopo l'una, tre violentissime esplosioni hanno svegliato i villeggianti, terrorizzato i bambini, che sono scesi per strada, urlando, nel buio senza elettricita', nell'odore di bruciato, nel fumo nero, fra feriti e cadaveri.

Un'autobomba e' esplosa all'ingresso della vecchia cittadina, nel suk, a quell'ora frequentato per lo piu' da egiziani. La violenza della deflagrazione ha lanciato il motore dell'auto carbonizzato e pezzi di carrozzeria contorta a decine di metri di distanza, tutti i vetri degli edifici circostanti sono andati in frantumi. Contemporaneamente un kamikaze lanciava a tutta velocita' un'altra auto imbottita di esplosivo contro l'ingresso dell'albergo Ghazala Gardens - proprio quello dove nel novembre scorso era alloggiato il centro stampa per la conferenza sulla pace in Iraq - distruggendone la facciata. Un'altra esplosione, provocata da una bomba nascosta in una borsa, ha distrutto diverse vetrine. Le deflagrazioni si sono sentite fino a dieci chilometri di distanza, riferiscono testimoni.

FAMIGLIA CONTI CHIUSA IN CASA NEL DOLORE
La famiglia di Sebastiano Conti, l'unica vittima italiana dell'attentato a Sharm, abita sulla strada provinciale alla periferia di Aci Trezza, frazione di Aci Castello. L'abitazione, una palazzina a due piani, è presidiata dalle forze dell'ordine che non fanno avvicinare i giornalisti. I familiari sono rimasti chiusi fino ad ora nel loro dolore e non hanno voluto parlare con i giornalisti. In casa si troverebbe il padre di Sebastiano, Giuseppe, pescatore in pensione, la moglie, Maria Valastro, casalinga, e l'altra figlia Giusi. La famiglia di Daniela Maiorana, moglie di Sebastiano, abita invece in un edificio a due piani dall'altra parte del paese, sempre sulla Provinciale. In una delle due abitazioni si troverebbero anche i due figli di Sebastiano e Daniela Conti: Giuseppe, 18 mesi, che porta il nome del nonno paterno, e Maria, tre anni, che ha lo stesso nome della nonna materna.

FAMIGLIA MAIORANA, DI DANIELA NESSUNA NOTIZIA
"Di Daniela non abbiamo ancora nessuna notizia, così come di Giovanni Conti e Rita Privitera": lo ha detto telefonicamente all'Ansa uno familiari di Daniela Maiorana, moglie di Sebastiano Conti, la vittima italiana dell'attentato a Sharm. "Siamo in contatto telefonico con la Farnesina - ha aggiunto il familiare, che non ha voluto dire il suo nome - abbiamo anche chiamato in Egitto, ma le linee sono intasate". Il portavoce della famiglia Maiorana ha pregato i giornalisti di non insistere con le loro richieste di informazioni: "Cercate di comprendere il nostro stato d'animo - ha aggiunto - fino a quando non avremo notizie certe non intendiamo parlare".

Il prezzo piu' alto di questi attentati - che sono stati rivendicati dallo stesso gruppo che uccise 34 persone lo scorso 7 ottobre nella vicina Taba, incluse due italiane - e' stato pagato dagli egiziani.

Fra i feriti ci sono italiani, britannici, francesi, spagnoli, olandesi, sauditi, qatarioti, kuwaitiani e di altre nazionalita' non ancora indicate.

Il ministro dell'Interno Habib Adly ha detto che e' difficile indicare connessioni con gruppi islamici, ma ci sono probabilmente dei legami con gli attentati di Taba. Le automobili utilizzate erano appena entrate nel paese, ha riferito il ministero.

L'attentato, il giorno dell'anniversario della rivoluzione degli ufficiali liberi guidati da Nasser del 23 luglio 1952, che rovescio' la monarchia, e quello in cui Hosni Mubarak avrebbe dovuto annunciare la sua candidatura alle elezioni presidenziali per il quinto mandato, ha pesanti indubbi risvolti politici. L'Egitto, da decine di anni amico degli Stati Uniti, il primo paese a far la pace con Israele, sta anche cercando di rafforzare il suo ruolo regionale e internazionale con una presa di posizione decisa sull'Iraq, piu' di qualsiasi altro paese arabo.

Gli attacchi, i peggiori dopo quelli di Luxor circa dieci anni fa, sono destinati a danneggiare una delle risorse maggiori dell'economia egiziana, il turismo che crea 650.000 lavori l'anno. Molti gruppi turistici hanno cancellato i voli dall'Italia, altri stanno anticipando il rientro. ''Dovevamo stare due settimane, ma parto subito, domani se posso, la bambina non dorme piu' e' terrorizzata'', dice Dioum Ousmane, cittadino italiano originario del Senegal, sfuggito per miracolo all'attentato. ''Ero uscito per uno spettacolo, sono tornato ed era tutto distrutto''.

Agenzia dell'ANSA - 23-07-05 - da ansa.it

Pubblicato il 23/7/2005 alle 17.47 nella rubrica Diario.

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