Blog: http://iosonolaico.ilcannocchiale.it

Il sacrificio delle email, una rinuncia triste - by Severgnini dal Corriere

Decennale malinconico, forse inevitabile. Nel 1995 nascevano Amazon.com e Netscape, l’email muoveva i suoi primi passi in Italia. Nel 2005 la scelta di controllare almeno in parte queste cose.
L'approvazione del «piano Pisanu », con le nuove regole sulle email, segna la fine di un'epoca. Dieci anni fa, nell'infanzia un po' anarchica di Internet, le persone che in Italia usavano la posta elettronica erano 250 mila,meno dei tifosi del Bologna; oggi siamo 25 milioni, e fra di noi — non è probabile: è certo—c'è qualcuno che utilizza questo ottimo strumento con pessime intenzioni.
Una delle tragiche ironie dell'attacco terrorista è questa, infatti: gli invasati nemici della modernità utilizzano gli strumenti della modernità per tentare di distruggerla. Internet— 928 milioni di utenti nel mondo, erano 16 milioni alla fine del 1995—è diventato il luogo del reclutamento, delle istruzioni, delle comunicazioni e delle rivendicazioni. Allo stesso modo, i terroristi usano la nostra libertà—di religione, di spostamenti, di opinione—per distruggerla. Se ci pensate è una strategia diabolica: non far nulla significa concedere campo libero; fare troppo vuol dire regalargli la vittoria che cercano.
L'unica soluzione, a questo punto, diventa: fare qualcosa, farlo in fretta e farlo bene. Accettare controlli, a patto che siano sensati e limitati (nella portata, nel tempo). La nostra privacy, infatti, è importante; ma la nostra vita lo è di più. D'accordo, è banale: ma ogni tanto dobbiamo pur dircele, queste cose.
L'articolo 6 del «piano di sicurezza » approvato ieri, oltretutto, non rappresenta un'eccessiva intrusione nella nostra riservatezza. Come ha spiegato il ministro Pisanu, «non si punta al contenuto delle informazioni, bensì al traffico». L'espressione è un po' criptica,ma significa questo: i dati relativi al traffico telematico non verranno cancellati fino al 31 dicembre 2007; ma per leggere i contenuti delle email—lo ha spiegato nei giorni scorsi anche il ministro Stanca— ci sarà bisogno dell'autorizzazione del magistrato come per le intercettazioni telefoniche.
Che dire? Erano sbagliate le proteste di chi strillava contro le telecamere di sicurezza nelle strade; sarebbero inopportune — e, infatti, se ne sentono poche—le rimostranze contro la nuova legge che impone di conservare il traffico email, registrare i frequentatori degli Internet point e abolire l'anonimato delle schede telefoniche. Se questo servisse a render più difficile la vita ai fanatici, e più sicura la nostra, ben venga.
Ma «garantismo» non è una parolaccia, e i garantisti non sono cattive persone. A loro — a tutti noi — resta un ruolo importante: verificare che la mole di dati raccolta venga effettivamente utilizzata; e impedire che qualcuno s'infili nei varchi aperti dentro la privacy. In altre parole: che un magistrato possa controllare la nostra posta elettronica, l'accettiamo; che strane organizzazioni e discutibili personaggi facciano lo stesso, invece, non ci piace.

Beppe Severgnini - 23-07-05 - dal Corriere della Sera

Pubblicato il 23/7/2005 alle 13.8 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web