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Controllo su mail e saliva: se la "guerra al terrorismo" invade le anime, che ne pensano gli intellettuali dei giornali?

Dopo dieci anni, in cui gli utenti italiani ad utilizzarlo sono passato da 250 mila a 25 milioni, il servizio delle email sarà, parzialmente o quasi totalmente (voi guardate il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno?) controllato, per ragioni di sicurezza.
La stampa si spacca. Ovviamente, i giornali filogovernativi non battono ciglio, anzi plaudendo il signor Pisanu, che francamente sta dando prova, da buon democristiano (uno dei loro pochi pregi), di saper stare composto durante le emergenze. Il Secolo, il giornale di AN, titola a tutta prima pagina "oggi il pacchetto sicurezza. Fini: ma non attacchiamo l'Islam, faremmo il gioco di Osama". La Lega, ahilei, ha improvvisamente (lo abbiamo appreso anche noi adesso) scoperto che i suoi alleati, dopo averle concesso lo sfascio della costituzione, il federalismo e la castelliana giustizia, non sono più così disposti a giocarsi la reputazione. Se ne è loro rimasta qualcuna. Passando a sinistra, l'Unità (organodei DS) muove critiche, seppur con timidezza, la polizia che ha sparato al sospetto terrorista, che poi non aveva nulla di pericoloso addoss. "La polizia non può sparare su ogni sospetto", tuonano gli islamici di Londra, mentre nel suo editoriale, il direttore Antonio Padellaro scrive con impressionante calma (forse troppa) ma con chiarezza (parecchia) che la sicurezza non sta nè a destra nè a sinistra, e si augura, per il bene del paese, che il governo, dopo tanti disastri, si comporti come il suo ruolo vorrebbe e che non ci siano abusi nei confronti di nessuno (non fare di tutte le erbe un fascio insomma). Sarà dovere quindi della sinistra, "se nella loro applicazione possano restringere o ledere o mettere in discussione quei diritti fondamentali universalmente riconosciuti che distinguono i sistemi democratici da tutto il resto" rifiutare questi provvedimenti, o perlomeno non condividerli. Di tutt'altro avviso, invece, sul corriere Beppe Severgnini, allievo di Montanelli che fa la spola fra il Corriere Magazine e Sky News 24, con qualche capatina sul giornale quotidiano più prestigioso d'Italia: La nostra privacy è importante; ma la nostra vita lo è di più. D'accordo, è banale: ma ogni tanto dobbiamo pur dircele, queste cose.
Scontata la preoccupazione di Manifesto e Liberazione (giornale di RC) , da sempre contro guerra, terrorismo e violazioni alla libertà o privacy della gente, mentre il tutto il resto della stampa ci sono pareri diversi e tutti giustificati, all'interno degli editoriali.
Non ci soffermiamo più a lungo sull'analisi dei perchè e per come, dato che cliccando sui link a lato si potranno leggere argomenti di personaggi ben più illustri del sottoscritto (e anche più letti, come appunto Padellaro o Severgnini), ma crediamo opportuno dire una cosa.
E' vero, ammettiamo, che dall'11 settembre in poi, avendo alzato di botto e con frenesia e paranoia il livello di allarme, gli States non hanno più subito attacchi sul proprio territorio. Ma ne hanno subito uno che ha fatto piangere ogni persono di buon senso in questo pianeta.
E' vera anche un'altra cosa. Ben più pesante ed edificante ed importante: dal ritiro delle truppe, la Spagna non ha certo dormito sonni tranquilli, ma non sono nè esposti nè minacciati come noi. Quindi, ben vengano i controlli e gli allarmi tesi per il nostro bene, ma pensiamo che ci sia una via, forse per la destra politicamente rischiosa, ma decisamente sensata, molto più semplice ed efficace: ritira le truppe e, niente controlli su email o salive analizzate, il tuo paese rischierà un bel po' meno.

Pubblicato il 23/7/2005 alle 13.2 nella rubrica News and Opinions.

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