Blog: http://iosonolaico.ilcannocchiale.it

Si unisce in un partito vero ed unico la sinistra tedesca: Italia che ne diresti?

Grossa svolta nel panorama politico tedesco. A leggere questa frase, così alla leggera, chisenefrega penserete. Ma è una svolta, quella applicata nella Germania Unificata, che può indurre a riflessione, ci si augura, tutta la sinistra, diciamo, radicale italiana. Per intenderci, già chiamare PRC e PDCI “sinistra radicale” non m’è mai piaciuto. Ma sarà utile per ragionare, sull’importanza che può avere, anche in Italia, questo fatto verificatosi nel cuore dell’Europa. I due partiti di sinistra non socialdemocratica, dunque i comunisti o post (in un paese che ha due anime, una che ha vissuto un regime comunista a partito unico e l’altra, l’opposto, dove essere comunista era fuori legge, i prefissi non contano in politica), si sono uniti, per mettere insieme la loro forza elettorale, il loro seguito di massa, i movimenti che dall’ovest all’est portano avanti il progetto di sinistra. Lo hanno fatto per punzecchiare, screditare e staccare definitivamente a sinistra l’SPD, il partito del premier (per molto o poco ancora? Vedremo a settembre), e perché è francamente paradossale vivere in un paese con due partiti comunisti, post o neo che siano. Dunque, l’affare s’è completato, con l’approvazione quasi unanime (76.6%) al congresso della PDS: Wasg e PDS si uniscono per formare il Die Linkspartei (Partito della Sinistra).

Le due compagini, va detto, non hanno proprio la stessa storia alle spalle. La PDS (tutt’altra cosa rispetto ai nostri Ds) nasce nel 1990 dalle ceneri della Sed, il partito unico che guidò per decenni la DDR. Ovviamente il partito comunista. Partendo dagli errori del passato, mai rinnegando la propria ideologia e il proprio concetto della politica, la formazione, ovviamente all’inizio quasi ostracizzata dal panorama tedesco unificato, vanta ancora, nella Germania Orientale, un consenso pari al 30%. Non male. Dato che in Romania, anch’essa che viene da decenni di regime “rosso”, il Partito Comunista è ancora oggi primo partito alle elezioni (dal 24ore channel). Il consenso cala, prevedibilmente, nella parte ovest dello stato, dove fra l’altro è in crescita il Cdu (i democristiani tedeschi, ndr), mentre ristagnano i socialdemocratici. Il Wasg (Alleanza per il lavoro e la Giustizia sociale), fondato tre mesi or sono da fuoriusciti socialdemocratici che ormai vedevano andare il partito sempre più verso destra ed essere di sinistra solo in teoria (insomma dei Folena di Germania, vedi il suo passaggio da Ds a Rc), ha votato anch’esso per l’unione con i comunisti. Tutti d’accordo. Accordo facile, lavoro duro. Questo arriva adesso. E’ il momento della discussione, di arrotondare gli spigoli e i muri (quello di Berlino lascia ancora qualche ricordo spiacevole) che dividono ancora queste due realtà politiche. Ma tutto andrà per il verso giusto, anche perché questa sarà «un’occasione unica per la sinistra tedesca». Parola di Gysi, leader della Pds. I sondaggi danno entusiasmo ai dirigenti e militanti del nuovo partito della sinistra tedesca.

E’ una svolta epocale in un paese in cui essere comunista, dal 1989, non è mai stato facile. Come ci spiega Liberazione di martedì, un recente sondaggio pubblicato dal giornale “Berliner Morgenpost”, dà la formazione di Lafontaine (leader del Wasg) e Gysi al 12% alle prossime politiche. Sarebbe così la terza forza del paese dopo SPD e CDU. Sempre più compatti e forti nella sinistra in un paese in crisi.

L’Italia pure è in crisi. Ci sono due, grandi o piccoli comunque formati da abili militanti e dirigenti, partiti comunisti anche da noi. Dove tra l’altro non c’è mai stato nessun regime che l’anticomunismo viscerale possa rinfacciare. Quale il motivo della scissione qualche anno fa? Era il 1998, e fiducia-non fiducia ad un governo che portò Cossutta e Diliberto a uscire da Rifondazione (che il primo dei due aveva addirittura fondato) e fondare il Partito dei Comunisti Italiani. Quanti anni, secoli appaiono, sono passati? Parecchi, e sarebbe il caso di seguire l’esempio tedesco.

Oliviero, Fausto, non sarebbe ora di tornare insieme? Senza farlo, sareste anche poco furbi.

Pubblicato il 22/7/2005 alle 0.44 nella rubrica News and Opinions.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web