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Resa dei conti in An - E meno male che è la sinistra divisa - da Repubblica.it

ROMA - Revocati gli incarichi fiduciari in An. La decisione di Fini a tre giorni dalla "chiacchierata del caffè" tra Matteoli, La Russa e Gasparri (con conseguente ira e minacce del leader ai suoi colonnelli), suona tanto come una resa dei conti.

"Il presidente del partito, Gianfranco Fini - recita asettico il gelido comunicato di via della Scrofa - ha revocato gli incarichi fiduciari, ai vicepresidenti, ai componenti dell'ufficio di presidenza e ai coordinatori regionali. Ha nominato il signor Marco Martinelli responsabile del dipartimento organizzazione e ha convocato la direzione nazionale del partito per il 28 luglio con all'odg: partecipazione di Alleanza Nazionale alla costituente del centrodestra; legge elettorale". La nota di An è intitolata "determinazioni del presidente".

Dunque le acque nel partito non sembrano essersi calmate, come invece aveva annunciato il portavoce del vicepremier dopo la lettera di scuse dei tre "cospiratori", sorpresi al bar da uno stagista del quotidiano Il Tempo a esprimere giudizi al vetriolo sul loro leader con frasi tipo: "Non possiamo permetterci una campagna elettorale con lui alla guida", e poi considerazioni negative sullo stato di salute del ministro degli Esteri, "è malato: non lo vedete che è dimagrito, gli tremano le mani", e ancora "non possiamo fargli fare la trattativa sul partito unico".

Una conversazione tanto più imbarazzante considerando che, dicono dal quotidiano romano, quello che è stato riportato nell'articolo è solo la parte mondata da frasi ben più pesanti, compresi riferimenti al ministro per le Pari opportunità Stefania Prestigiacomo.


"Aspettatevi delle mie decisioni forti, questa cosa avrà delle conseguenze", aveva minacciato al telefono a la Russa e Matteoli un Fini che gli intimi descrivevano come "nero, inferocito" e deciso ad azzerare tutti gli incarichi: "Comunque martedì ci sarà l'ufficio di presidenza e saranno c.... vostri. Saprete allora le mie decisioni".

I tre non provano neanche a smentire, anzi, fanno subito un pubblico "mea culpa" con una lettera di scuse, "Caro Gianfranco - iniziava la missiva - inutile dirti quanto ci dispiaccia". La Russa fa di più, richiama Fini, prova a spiegare che il senso delle sue parole era diverso, che la sua preoccupazione era per "l'amico" che vedeva "affaticato". Tutto inutile. "Fini era uscito dall'Assemblea nazionale come un "primus inter pares" - commentava un esponente di Destra protagonista, la corrente di La Russa e Gasparri - ora si servirà di -questo pretesto per passarci sopra con i cingoli".

la Repubblica.it - 18-07-05

Pubblicato il 18/7/2005 alle 12.27 nella rubrica Diario.

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