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ma la politica è laica oppure è incredibilmente religiosa-praticante e antica?


Diario


2 agosto 2005

Sempre meno persone vanno a messa: indagini lo confermano

La percentuale della popolazione che si reca almeno una volta la settimana a messa scende dal 36% del 1981 (Indagine European Value System, 1981) al 32,5% del 1985 (Indagine I consumi culturali degli italiani, a cura dell’Università di Trento, 1985) al 29,8% del 1987 (Indagine «Fondazione Agnelli», 1987)  al 25,8% del 1999 (Rapporto ISTAT, da La Repubblica, 23 dicembre 2000).

fonte: http://www.calogeromartorana.it/laicita.htm




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2 agosto 2005

Feltri: Berlusconi ha pensato prima ai suoi interessi

Ho fortunosamente trovato un vecchio pezzo, di un anno abbondante fa, nel quale Feltri, pur non nascondendo la propria simpatia per l’uomo di Arcore, si preoccupa per lo stato delle cose. Nutre, il direttore di Libero, tanta fiducia in Silvio Berlusconi, ma fino a quel momento (l’articolo è datato 7 maggio ‘04) le promesse, almeno quelle verso la maggior parte degli italiani, non erano state rispettate. Parola di Feltri.

Allora urge qualche riflessione. Se sono l’Unità e Europa ad aver scritto certe cose, passi pure. Ma se lo scrive il direttore di un giornale di destra moderna come Vittorio Feltri, la cosa riesce a far viaggiare la mente. Due passi indietro.

Berlusconi aveva mandato, proprio per quelle elezioni (le europee 2004, ndr), a casa di ciascun italiano quel libercolo nel quale rimarcava “tutto quanto di buono fatto dal miglior governo della Seconda Repubblica”. Il governo più longevo di sempre. Quello che aveva abbassato le tasse.

E’ proprio su questo nodo che Feltri concentra la sua, silenziosa ma rabbiosa, protesta personale. Non è la prima volta che l’ex direttore di Giornale e Indipendente si lascia andare a critiche verso la destra, anche (di rado) verso Silvio il “Grande Capo. Focalizza soprattutto l’attenzione sul fatto che «il Cavaliere è stato molto attento ai suoi interessi e molto meno a quelli degli italiani». E chiude con la citazione delle leggi ad personam che il governo ha fatto: la Gasparri, che Feltri definisce filomediaset, la Cirami, il lodo Maccanico-Schifani, con addirittura un eccetera, che vuol dire “ce ne sono tante altre”.

Una critica che, ricordiamo, era stata mossa da un amico del Premier. Dal direttore di un giornale che, pur rimanendo su posizioni troppo di destra, pratica un giornalismo “urlato” ma comunque più vero di quello del Giornale attuale: l’in bocca al lupo del direttore al Premier, a fine editoriale, lascia davvero di stucco.

Se le critiche sono mosse da un amico, sono quelle più preoccupanti”. Disse qualche filosofo che adesso non mi sovviene.

Il direttore aveva fra l’altro messo in evidenza la “non democrazia” del partito di Forza Italia: nella quale, risulta chiaro, il Presidente paga, mette in luce con i suoi media, comanda e gestisce.

Se neanche il direttore di un “suo” (o praticamente tale) giornale lo difende, stiamo freschi. Abbiamo ragione noi, Berlusconi ha curato, per cinque anni, solo “gli interessi suoi”. Parola di Feltri.




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2 agosto 2005

Il partito della vera sinistra in Germania

Abbiamo parlato, precedentemente, della PDS (Partito del socialismo democratico) tedesca. La cosa singolare è che, questa formazione, continua a primeggiare o comunque a raccogliere consensi pazzeschi nella zona dell'est Germania, insomma quella che era la DDR. Ma come, nella DDR la sinistra era stata al potere, come partito unico, per decenni e decenni, e adesso la gente premia ancora gli eredi di questa tradizione? Evidentemente, la cosa ci rallegra, la politica neo-liberista/capitalista dell'Occidente non è proprio un toccasana.
Dalla sezione esteri, a titolo informativo, di Rifondazione Comunista, traiamo un trafiletto proprio sulla PDS, la quale, ricordiamo, aderisce alla European Left (sinistra europea), e si è unita, recentemente, con la Wasg, l'altro partito di ispirazione a "sinistra" presente nell'ex repubblica di Weimar.

"Nato dopo lo scioglimento della Ddr, si afferma come primo partito nella Germania dell’Est ed è oggi al governo di Berlino. Per la sua netta opposizione alla guerra in Yugoslavia, riesce ad estendere la sua presenza anche nella Germania occidentale. Si caratterizza da subito per una innovazione radicale nella pratica interna, organizzandosi in modo pluralistico e in tendenze. E’ impegnato nel movimento per la pace e oggi nell’opposizione alla Agenda 2010, il programma del governo socialdemocratico di tagli al welfare. E’ uno dei partiti che più ha creduto nella nascita della Sinistra europea, e che ha ospitato l’iniziativa di Berlino per lanciare l’appello di fondazione. Il presidente è Lothar Bisky". www.pds-online.de



Manifesto dal Partito del Socialismo Democratico Tedesco




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2 agosto 2005

“Britain needs a left-programme” – il programma dei comunisti d’oltremanica

Continuo a viaggiare dentro il web del Partito Comunista Britannico. Si scoprono altre cose particolari. Il partito, che ovviamente non fa parte di alcuna coalizione, è una delle formazioni minori dell’agglomerato politico britannico. Non c’è certo la tradizione del PCI di Togliatti o quella moderna del PRC di Bertinotti. Neanche la loro propensione ad essere un “partito di massa”. Dato che, pur essendo quasi tutti i sostenitori e militanti del CPUK dei proletari, quasi nessuno li vota, non li troverete mai su qualche servizio dagli inviati a Londra di Repubblica o Corriere: ma resta il fatto che, anche per chi condivide gli ideali di laicità e democrazia “dal basso”, può interessante dare un’occhiata al “left-wing programme”, da scaricare sul sito web del partito. I tre che s’erano candidati, fra i partiti principali, alle elezioni della primavera scorsa, secondo questo bollettino programmatico, “promuovono una politica di privatizzazione e guerra. Loro – inoltre – vogliono la vittoria della vecchia politica conservatrice dell’antisindacato, senza badare alla cura di salario e pensione sociale”.

Con il New Labour, insomma, “i ricchi sono diventati più ricchi, i poveri ancora più poveri” . Contro l’imperialistico modo di vedere e usare i media e le democrazia dell’attuale classe parlamentare (the crisis of democracy) ed enfatizzando con allarme la “crisi del sistema produttivo”, loro lanciano un proclama perfettamente legale ed utile, è bene ricordarlo, in tutto il mondo.

E forse, in sede di propaganda elettorale per le primarie dell’Unione, è bene che chi rappresenta la sinistra radicale, per essere credibile, efficace ed avere un programma completo, legga con attenzione la loro idea di politica e collabori attivamente con il Partito Comunista del Regno Unito.




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2 agosto 2005

Giallo in Francia: morto mister euro

Win duisenberg, ex presidente olandese della BCE, 70 anni, è stato trovato cadavere nella sua villa a Faucon, in Francia. Giallo sulle cause del decesso. Aveva guidato la Bce al 1998 al 2003, nel periodo dell’introduzione dell’Euro.

 

da Il Giornale




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1 agosto 2005

Infanticidio, allarme in Germania

01 Agosto 2005

FRANCOFORTE SULL'ODER.
Dopo il ritrovamento, ieri, di 9 cadaveri di neonati ritrovati sotterrati in un terreno nei pressi di Brieskow-Finkenheerd (Brandeburgo) e non all'interno di un edificio come sembrava inizialmente in un appartamento di Brieskow-Finkenheerd, il portavoce della procura Michael Neff ha detto che la presunta madre 39enne è stata arrestata con l'accusa di omicidio plurimo.

La donna è originaria di Francoforte sull'Oder, città nel Brandeburgo al confine con la Polonia. Il portavoce non ha voluto fornire altri dettagli sulla vicenda, se non che i bambini, nati tra il 1988 e il 2004, sarebbero stati tutti uccisi poco dopo la nascita. Se confermato, si tratterebbe del più grave caso di infanticidio nella storia della Germania. Neppure due mesi fa, in Austria, una donna è stata arrestata per l'omicidio dei suoi quattro bambini, i corpi di due dei quali sono stati ritrovati in un congelatore condominiale.

Sarà l'autopsia che verrà effettuata nei prossimi giorni a stabilire le cause del decesso dei nove neonati. La polizia locale è stata allertata da alcuni abitanti della zona, che avevano ritrovato casualmente delle ossicine smuovendo il terreno. «Bisognerà attendere i risultati dell'autopsia», ha spiegato il portavoce della polizia, sottolineando che i neonati sono stati tutti uccisi alla nascita.

da La Stampa - www.lastampa.it




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1 agosto 2005

Attentati a Londra. L'antiterrorismo conferma la possibilita' di un attentato in Italia - da rainews

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Hamdi fa parte di un gruppo estemporaneo

Roma, 1 agosto 2005

"Esiste la possibilita' purtroppo di un attentato terroristico in Italia". Lo ha confermato Carlo De Stefano, capo della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione nel corso di una conferenza stampa al Viminale, "anche se i controlli delle forze dell'ordine devono indurci -ha aggiunto- a considerare il fenomeno con la dovuta consapevolezza e con la certezza che le forze dell'ordine hanno messo in atto tutti i controlli per scongiurare questi atti." De Stefano ha sottolineato come siano "state gia' usate le nuove norme del pacchetto sicurezza" citando in particolare il "colloquio investigativo e il reato di falsificazione di documenti".  

Hamdi fa parte di un gruppo estemporaneo
Allo stato attuale delle indagini, emerge che Hamdi "faceva parte di un gruppo estemporaneo piuttosto che di una organizzazione strutturata finalizzata allo svolgimento di attivita' terroristiche". Lo ha affermato il prefetto Carlo De Stefano, direttore della Direzione centrale della Polizia di prevenzione, nel corso di una conferenza stampa convocata per fare il punto sull'arresto di uno degli attentatori del 21 luglio a Londra.
"Questo gruppo - ha sottolineato il prefetto -, sulla base delle informazioni fin qui acquisite, appare inoltre sganciato da qualsiasi contatto con indagini precedentemente condotte in Italia" sul fenomeno del terrorismo di matrice islamica".

Capo kamikaze non era a Roma
Muktar Said Ibrahim, il presunto capo della cellula responsabile degli attentati del 21 luglio a Londra, non e' stato a Roma nelle settimane precedenti l'attentato. "Smentisco la presenza a Roma di uno degli arrestati", ha detto Carlo De Stefano, direttore della Direzione centrale della Polizia di prevenzione, in riferimento alla notizia apparsa sul "Guardian", secondo cui una donna e sua figlia, residenti nello stesso condominio in cui e' stato arrestato Handi Issac, avrebbero visto Muktar nella Capitale prima del 21 luglio.

Contatti di natura familiare
"I contatti in Italia di Hamdi sono solo ed esclusivamente di natura familiare e amicale". Lo ha affermato sempre De Stefano.
"Le evidenze investigative raccolte finora -ha aggiunto De Stefano- non suffragano l'ipotesi che vi siano legami con altre indagini condotte in Italia sul fronte del terrorismo di matrice integralista ne' con organizzazioni terroristiche attive nel territorio".

from Rainews24 - www.rainews24.it




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1 agosto 2005

Arabia Saudita. E' morto re Fahd

re_fahd1.jpg
Re Fahd d'Arabia

Riad, 1 agosto 2005
Re Fahd d'Arabia e' morto. Lo ha reso noto oggi un comunicato della famiglia reale.

Un funzionario dell'ospedale King Faisal ha laconicamente annunciato: "il Re è morto  questa mattina presto in questo ospedale".
 
La fonte ospedaliere non ha voluto precisare quali siano state le cause del decesso di Fahd, 82 anni secondo le biografie più accreditate.

Anche la televisione di stato saudita ha annunciato la "scomparsa del sovrano", ed ha reso noto l'annuncio del Diwan, cioe' il Consiglio, Reale Saudita, "come per l'articolo quinto, i membri della famiglia hanno proclamato la sua altezza l'erede al trono Abdallah Bin Abdel Aziz Re dell'Arabia Saudita e servo dei due luoghi santi".
 
La tv di stato, ha annunciato che "la proclamazione avverrà nel Palazzo Reale a Riad, dopo domani mercoledì".

Il ministro della difesa Sultan ben Abdel Aziz e' il nuovo principe ereditario dell'Arabia Saudita.

Rinviato il vertice arabo
Il vertice straordinario della Lega araba che avrebbe dovuto aprirsi il 3 agosto a Sharm el Sheikh sara' con ogni probabilita' rinviato: Lo ha detto il segretario generale della Lega araba Amr Moussa.
Moussa ha specificato che sono in corso contatti per fissare una nuova data.




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1 agosto 2005

Elezioni e primarie_ Lettera ad Asor Rosa e agli "arcobaleno" - Liberazione

Carissimo Asor Rosa, cari amici e amiche, compagni e compagne che proponete una lista arcobaleno per le prossime elezioni politiche del 2006,
capisco qual è il problema fondamentale che voi ponete. Questo: come rendere politicamente pesanti, influenti, le forze della sinistra radicale. Cioè in che modo stabilire, nel centrosinistra, un equilibrio di idee e di progetti più favorevole alla sinistra, che impedisca all'Unione di diventare una alleanza fortemente spostata - nei suoi programmi, nella sua cultura, nel suo modo di esprimersi, nei suoi leader - verso il centro dello schieramento politico.

E' un problema serissimo. In Italia, per la prima volta, sta nascendo una alleanza di centrosinistra senza limitazioni a sinistra, cioè diversa da quella che negli anni '60 si fondò sull'asse Dc-Psi, con l'esclusione del Pci, e diversa anche dall'Ulivo degli anni '90, al quale non partecipava Rifondazione comunista. Proprio la rilevanza di questa novità ci impone un particolare impegno. Qual è l'obiettivo che ci poniamo? La creazione di un governo di centrosinistra che rompa con gli schemi del liberismo (quelli che hanno condizionato pesantemente il governo ulivista dello scorso decennio, e ne hanno decretato la sconfitta) e avvii riforme profonde, e cioè realizzi una società dove i diritti dei lavoratori contino più dei profitti, la difesa dei beni comuni più del mercato, dove il ruolo delle donne rovesci il patriarcato, la lotta alla povertà diventi una priorità, i migranti - in quanto donne e uomini - abbiano gli stessi diritti delle donne e degli uomini nati in Italia. E una società che consideri la pace e l'aiuto alla crescita dei paesi poveri un valore indiscutibile, e la libertà un diritto non negoziabile (con nessuno, neanche con la Chiesa). E così? Più o meno penso di sì: ho letto queste aspirazioni nei molti articoli di Asor Rosa, nelle dichiarazioni di Pecoraro Scanio e ancora nell'intervista rilasciata ieri da Oliviero Diliberto al "manifesto". Il problema è come scegliere lo strumento politico più adatto per ottenere il risultato che vogliamo. Mi sembra di capire che voi - in varie forme - proponete una alleanza elettorale che permetta di unificare forze diverse, che oggi si collocano alla sinistra dei Ds e della Margherita, e le renda in questo modo più autorevoli ai tavoli del negoziato.

Avremo tempo per discutere e parlare di queste cose nei prossimi mesi. Tenendo conto del fatto che all'interno delle forze che si collocano alla sinistra dei Ds e della Margherita ci sono anche molte differenze che non è giusto nascondere. Per esempio sul tema cruciale della nonviolenza, sull'idea di libertà, sulla politica internazionale, sull'economia, sulla difesa dell'ambiente. Su molti altri temi invece ci sono buoni livelli di unità, come dimostrano il voto in Parlamento sull'Iraq, e poi il voto sulle leggi speciali, che hanno visto Rifondazione, i Verdi e il Pdci saldi su una posizione comune di netta opposizione.

Piero Sansonetti - 01-08-05 - da Liberazione




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1 agosto 2005

Milano, il Duomo e il panino da 14 €

Quando l'ho visto, era immenso. Pensate che alla mia ragazza, prima di entrare, la "security" ha chiesto di coprirsi, lei che portava una classica e affatto volgare, canottiera estiva, le spalle. Per fortuna che aveva con se una sorta di foulard per il mal di gola! Altrimenti mi sarei lanciato in un mio comizio per la "laicità" e il diritto di tutti, turisti compresi, nei luoghi d'arte.
Bel posto, decisamente, e Milano, oltre che zanzare e piccioni, è in grado di darti emozioni.
Le emozioni, ad esempio, di entrare in un bar e chiedere, per due, panino e acqua, e sentirti sparare un prezzo di, nientemeno, 14 euro!
Ma come è possibile? Per fortuna che almeno i panini erano decenti!
W Milano, anche se è un po' troppo cara per le tasche di un povero aspirante giornalista




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1 agosto 2005

I piccioni di Milano

Chi ha detto che Milano non è una città turistica? La trovo ricca di un mare di bellezze, anche se effettivamente il suo cielo, al pari di quello di Londra, ha un colore un po' "triste".
Che ne pensate effettivamente? Ci sono i piccioni dappertutto. Ho dovuto anche dare un colpo al mio tavolo al bar (all'aperto), perchè non volevo bere del "CAFFE' PICCIONE"!
Il fatto che i milanesi "sono affezionati ai piccioni, data la loro tradizionalità", è una grande idiozia o è vero? Mi aspetto commenti, perchè la curiosità di sapere è davvero troppa.




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1 agosto 2005

I piccioni di Milano

Chi ha detto che Milano non è una città turistica? La trovvo ricca di un mare di bellezze, anche se effettivamente il suo cielo, al pari di quello di Londra, ha un colore un po' "triste".
Che ne pensate effettivamente? Ci sono i piccioni dappertutto. Ho dovuto anche dare un colpo al mio tavolo al bar (all'aperto), perchè non volevo bere del "CAFFE' PICCIONE"!
Il fatto che i milanesi "sono affezionati ai piccioni, data la loro tradizionalità", è una grande idiozia o è vero? Mi aspetto commenti, perchè la curiosità di sapere è davvero troppa.




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1 agosto 2005

Solite scorrettezze cattoliche: difendiamo la laicità

Firenze, 28 maggio 2004. Il Comitato nazionale di bioetica ha approvato un documento sulla pillola del giorno dopo, prevedendo la clausola di coscienza per i medici rispetto alla prescrizione del farmaco.
Il Comitato governativo che usa la bioetica come propaganda politica, ha cosi' sancito la bioetica dell'omissione di soccorso. Perche' di questo si tratta, in quanto e' un farmaco che se non assunto nelle 72 ore successive al rapporto a rischio, non puo' agire. E in quelle 72 ore tutto puo' accadere, compreso il tempo che si trascorre per cercare una struttura pubblica che non abbia una pletora di medici obiettori, spesso tali per non turbare la coscienza del primario altrettanto obiettore. Succede gia' cosi' per l'interruzione di gravidanza, perche' non dovrebbe accadere altrettanto per una cosa molto piu' banale come la prescrizione di una pillola? Che, lo stesso Comitato, facendo opera di disinformazione e deformazione dei fatti, sostiene che in alcuni casi potrebbe determinare un effetto abortivo: la pillola del giorno dopo agisce per impedire l'attecchimento dell'ovulo che potrebbe essere stato fecondato, proprio come un qualunque contraccettivo intrauterino (su cui il nostro Comitato non ha riconosciuto alcuna riserva di coscienza) . Quindi non aborto, ma prima dell'aborto. Non solo, ma una pillola che presa puo' impedire l'aborto per una gravidanza non desiderata.
In Gran Bretagna e in Canada la pillola del giorno dopo si acquista in farmacia senza prescrizione medica, perche' le autorita' sanitarie di quei Paesi lo riconoscono un metodo efficace contro l'aumento degli aborti soprattutto nelle minorenni e nelle giovani, e per questo l 'hanno resa accessibile senza alcun condizionamento che non la volonta' della donna .... quella stessa volonta' che poi, in caso di gravidanza indesiderata porta la donna a decidere per l'aborto.
Ma il nostro Comitato di bioetica non sa neanche cosa sia la volonta' di un individuo libero. Ma e' bene informato sulla volonta' di chi detiene un potere, in questo caso sanitario, quello del medico, e si e' prostrato ad esso per servirlo e riverirlo.
Aspettiamo il Comitato alla prossima mossa, l'obiezione di coscienza del farmacista sempre per la pillola del giorno, pur quando gli sara' richiesta con tanto di ricetta. Dopo di che la strada sara' spianata all'obiezione di coscienza per quei medici che si rifiutano di curare un ferito o un moribondo sospetto di essere stupratore o violentatore di minori. In marcia cosi' verso la societa' delle donne e degli uomini perfetti, puri, inviolabili.
Auspichiamo che questa ridicola e preoccupante decisione faccia la fine di molte altre decisione del medesimo Comitato: carta straccia. Con l'auspicio che il Governo, di cui il Comitato e' oggi espressione diretta, si illumini e si renda conto che di Comitati di bioetica non ce n'e' proprio bisogno in una societa' democratica, pluralista e plurirazziale.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc
28-05-04 - da pilloladelgiornodopo.it




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1 agosto 2005

La contraccezione d'emergenza non è aborto

L'uso della contraccezione di emergenza non causa aborto. Infatti la contraccezione d'emergenza previene la gravidanza e quindi riduce la necessità di aborti volontari.La scienza medica definisce l'inizio della gravidanza come l'impianto di un ovulo fecondato nella cavità uterina di una donna. L'impianto comincia da cinque a sette giorni dopo la fecondazione (e si completa alcuni giorni dopo). I contraccettivi d'emergenza agiscono prima dell'impianto e non quando la è ormai gravida. Quando la donna è già gravida, la contraccezione d'emergenza non funziona. La contraccezione d'emergenza è inoltre innocua per il feto e per la madre.

da Università di Princeton (http://ec.princeton.edu/)




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1 agosto 2005

Pillola del giorno dopo gratis in francia

Il 95% delle gravidanze indesiderate sarebbero evitate dall'assunzione della pillola del giorno-Efficace per 5 giorni-Al 95% nelle prime 24 ore

La pillola del giorno dopo gratuita in Francia
Le donne francesi minori di 18 anni che richiederanno il Norlevo in farmacia potranno ottenerlo gratis ,
senza prescrizione né autorizzazione dei genitori.
(Il deccreto è apparso au
Journal Officiel du 10 janvier 2002). Si tratta del Norlevo che è quindi divenuto gratuito.Anche in Belgio è disponibile,senza prescrizione né autorizzazione.

Agenzia  31-05-05 - da pilloladelgiornodopo.it




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1 agosto 2005

Anche l'Onu dichiara l'Iraq "occupato": Silvio, figuraccia stratosferica! - da l'Unità

La pretesa del governo italiano di giustificare la presenza dei militari a Nassiriya con compiti «umanitari» rappresenta una grave truffa ai danni dell’opinione pubblica nazionale. Le risoluzioni dell’Onu smentiscono in modo chiaro e netto le parole pronunciate da Berlusconi contro Prodi. Per ammissione del ministro della Difesa i soldati schierati in Iraq svolgono «compiti di ordine pubblico e polizia militare» ed operano agli ordini dei britannici che, nel mese di marzo 2003, hanno invaso l’Iraq occupando le regioni meridionali. Pur non essendo un «paese belligerante» ed avendo escluso la partecipazione ad «azioni di guerra» l’Italia si è schierata, ancor prima della fine ufficiale della guerra (1°maggio 2003) con la Coalizione anglo-americana. Le risoluzioni approvate dall’Onu a partire dal 28 marzo 2003 confermano che le Nazioni Unite non hanno mai autorizzato l’intervento militare, nè l’occupazione. L’Onu, pur sostenendo con tempo e con sempre maggiore impegno, la ricostruzione del paese non abbandona mai la prospettiva di «un pieno ristabilimento della sovranità irachena» e, soprattutto della «fine dell’occupazione».

Il 28 marzo del 2003 (l’attacco anglo-americano è iniziato da pochi giorni) il consiglio di sicurezza (risoluzione 1472) stabilisce che «la Potenza occupante ha il dovere di fornire alla popolazione civile viveri e medicinali e deve far pervenire derrate alimentari, medicinali ed altri beni quando le risorse del territorio occupato siano insufficienti». Mentre in Iraq le truppe anglo-americane sferrano l’attacco, l’Italia ha già deciso di intervenire a fianco della Coalizione, ma, fin dall’intervento alla Camera del 16 aprile 2003, l’allora ministro degli Esteri Frattini cerca di presentare l’imminente invio dei soldati con scopi «emergenziali ed umanitari per salvaguardare, mentre si definisce il quadro internazionale, le condizioni della popolazione civile». La cronaca degli avvenimenti, come è noto a tutti gli italiani, dimostrerà che gli italiani vengono in realtà mandati in un contesto di guerra. Anche il titolare della Difesa, Martino, pur sostenendo a sua volta la tesi della missione umanitaria, è costretto (14 maggio 2003) ad indicare, tra i compiti affidati al contingente militare, la «creazione ed il mantenimento di un ambiente sicuro» ed il «concorso all’ordine pubblico e alla polizia militare». La prova più evidente del coinvolgimento del governo di Roma nella strategia delle forze occupanti è rappresentato dalla subordinazione del nostro contingente al comando britannico nella «Divisione Sud», che ha sede a Bassora.

Sempre in quei giorni della primavera 2003, Bush e Blair si rivolgono all’Onu per ottenere la legittimazione della guerra che (a torto) ritengono conclusa. Il 22 maggio del 2003 il consiglio di sicurezza approva la risoluzione 1483 che «prende nota» della lettera inviata da Londra e Washington (l’8 maggio) riconoscendo «poteri, responsabilità e obblighi specifici «delle Potenze occupanti» che - dice l’Onu - debbono agire sotto comando unificato «in virtù del diritto internazionale applicabile». In quei giorni sono già in corso i preparativi della spedizione italiana, e nel mese di giugno, i nostri soldati sono già schierati a Nassiriya.

Nell’autunno di quell’anno (16 ottobre) il consiglio di sicurezza approva la risoluzione 1511 che, nelle prime righe, auspica che gli iracheni assumano «rapidamente» il governo del loro paese. Il «consiglio di governo» nominato dall’amministratore Usa, Paul Bremer viene accettato dall’Onu, ma solo nella previsione che «venga nominato un governo internazionalmente riconosciuto». Anche la successiva risoluzione, la 1546 dell’8 giugno 2004, da un lato constata che si «è aperta una nuova fase della transizione» con il previsto passaggio dei poteri (30-6-2004), ma, alla seconda riga, ricorda che l’Onu «attende con impazienza la fine dell’occupazione». La risoluzione 1546, con le molte ambiguità che contiene (dovute alle mediazioni rese necessarie per strappare il sì di Francia e Germania) resta in vigore anche dopo le elezioni del 30 gennaio e il 22 maggio scorso è stata citata da Kofi Annan nel corso della conferenza sull’Iraq che si è svolta a Bruxelles.

Toni Fontana - 31-08-05 - l'Unità




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1 agosto 2005

Primarie del centrosinistra? - da Liberazione

Imigranti potranno votare alle primarie, cioè alle elezioni dove si sceglierà il candidato premier del centrosinistra - Prodi, Bertinotti, Di Pietro, Pecoraro Scanio o Mastella - che alle politiche di aprile 2006 sfiderà Silvio Berlusconi. Così, per la prima volta in Italia, gli stranieri - ma solo se regolari e residenti nel nostro Paese - potranno segnare la loro preferenza politica in una scheda. Il voto si limiterà ad un solo giorno, domenica 16 ottobre. Sono queste le due decisioni di maggiore rilievo emerse dalla riunione dell'Ufficio di Presidenza della "Primaria 2005", l'organo rappresentativo di tutti i partiti dell'Unione, che, tra le altre mansioni, deve scrivere le norme - sui seggi, sugli scrutatori, le modalità di voto - delle primarie. Perchè le primarie in Italia non si sono mai fatte. La partecipazione dei migranti è una vittoria sulle resistenze dell' Udeur e della Margherita: «perchè farli votare se poi alle politiche non lo potranno fare?», ha argomentato Clemente Mastella, mentre Francesco Rutelli si dichiarava poco convinto ma più aperturista. «Con le primarie l'Unione dà il meglio di sè», ha dichiarato con soddisfazione Fausto Bertinotti, «perché chiamandoli al voto li pensa già cittadini».

Rimane ancora un punto da chiarire: come e dove gli stranieri che vivono in Italia potranno votare. La bozza del regolamento prevede per loro una norma speciale: dice che sarà istituito un seggio per ogni provincia, e che i migranti dovranno registrarsi almeno 15 giorni prima del voto. Il responsabile Arci per l'immigrazione Filippo Miraglia avverte: «Siamo contenti, ma chiediamo ora all'Unione di chiudere i Cpt». Gli altri dettagli da definire (il voto dei fuorisede, l'istituzione di uffici provinciali e la distribuzione dei seggi) saranno discussi questa mattina in una riunione che deciderà del regolamento attuativo. Diamo intanto una scorsa dunque ai punti esposti ieri dall'Ufficio di Presidenza di "Primaria 2005".

Le riunioni degli ultimi giorni hanno stabilito che non si voterà più in due giorni, ma in uno soltanto, il 16 ottobre, dalle 7 alle 22. Vannino Chiti, il coordinatore dell'Ufficio, ha spiegato che l'Unione ha deciso così per motivi pratici, visto che l'organizzazione di schede, seggi e scrutini avviene su base volontaria. Un voto di due giorni avrebbe posto altri problemi logistici e di finanziamento. Potranno votare tutti i cittadini di centrosinistra che abbiano l'età per votare la camera dei Deputati e che si presenteranno ai seggi muniti di carta d'identità e tessera elettorale, inclusi i ragazzi e le ragazze minorenni che ad aprile 2006 avranno compiuto 18 anni. Tutti porteranno un contributo di almeno un euro per sostenere in parte i costi organizzativi. Saranno infatti le tesorerie dei partiti della coalizione a pagare la realizzazione, ad esempio, delle schede.

Gli elettori dovranno anche acconsentire di firmare un registro elettorale, ma soprattutto - e questo per evitare che tra le file dei votanti si inseriscano anche simpatizzanti del centrodestra con l'obiettivo di stravolgere il risultato le primarie - esprimere la propria adesione al progetto dell'Unione. Potranno votare anche gli italiani che vivono all'estero, e in quel caso il seggio si troverà nell'ambasciata più vicina oppure, ma questo è ancora da decidere, potranno votare per corrispondenza.

I seggi saranno almeno 4mila sparsi in tutta Italia: uno in ogni provincia e poi almeno un seggio aggiuntivo per ogni diecimila voti validi ricevuti alle ultime elezioni del 2001dai partiti dell'Unione. Molto probabilmente gli scrutatori e i presidenti, nominati dagli uffici periferici, non riceveranno alcun compenso. Le schede saranno in formato cartaceo o informatico e presenteranno semplicemente i nomi dei cinque candidati in un ordine deciso a estrazione.

La candidatura di Prodi, Bertinotti, Di Pietro, Pecoraro Scanio e Mastella sarà ufficiale solo il 15 settembre, quando presenteranno una lista di almeno 10mila firme di sostegno, raccolte in almeno dieci regioni.

Il tir di Prodi
Mentre l'Ufficio di Presidenza definisce le regole del voto, nell'Unione non si fa altro che parlare di primarie. Prodi appende la bici al chiodo e sceglie, per l'appuntamento del 16 ottobre, un tir giallo lungo 12 metri che lo porterà in giro per l'Italia a partire dall'8 settembre. Il tir nelle piazze si trasformerà in palco dove il Professore parlerà di primarie e programma. Tutti per Rifondazione invece ieri a Napoli, dove il Comitato napoletano per il voto a Fausto Bertinotti ha rilanciato l'appello di Pietro Ingrao e Heidi Giuliani in favore del segretario del Prc a candidato per l'Unione. Un appello che ha accolto anche parti del sindacato, dell'associazionismo e rappresentanti Ds che non si riconoscono più nel partito riformista e nella lista unitaria. Il Comitato ha già registrato d'altronde almeno un centinaio di adesioni da parte di personalità esterne a Rifondazione, come quella dell'ex senatore Eugenio Donise, dell'associazione Rinnovamento della Sinistra. L'entusiasmo è così forte che il partito di Bertinotti pensa di utilizzare le primarie anche per decidere chi sarà il candidato sindaco a Napoli, se Rosa Russo Jervolino non si presenterà. Esattamente come si è fatto per Nichi Vendola in Puglia, alle regionali di aprile. E oggi toccherà al Comitato romano.

Parallelamente il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha presentato formalmente la sua campagna alle primarie. «Non è una sfida a Prodi», ha precisato, visto che le inchieste ufficiose sulle preferenze degli elettori di centrosinistra non lo favoriscono affatto. Di Pietro però ci tiene a far sapere le proprie priorità: «L'abbattimento dei costi della politica, l'eliminazione di ogni nepotismo, rigore nei conti pubblici, l'importanza dell'ordine e della legalità».

Estate in campagna
L'altro effetto delle primarie è che quest'estate la politica non andrà del tutto in vacanza. Il caldo torrido non ha fatto desistere, a Roma, il via alla raccolta firme per Prodi dei giovani della Margherita, che comunque lamentano una scarsa rappresentanza tra le file dell'Unione. Come le donne, del resto. Anche i Ds hanno iniziato una massiccia campagna in favore del Professore, mentre il Prc ha allertato tutti i circoli perchè mettano in moto una campagna capillare. Le primarie avanzano.

Laura Eduati - 29-07-05 - da Liberazione




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1 agosto 2005

No al fascismo: anche se questa non è nemmeno destra

Che sia più elegante Gianfranco Fini rispetto al nostro amato (?!) premier è perfineo superfluo ricordarlo.Che francamente è difficile accettare che "destra", parola da tante persone spesso odiata ma comunque che ha una sua storia farcita (se guardiamo il male), ricamata e rifinita da personaggi quali Cavour, Giolitti (per guardare all'età della "pietra" su cui l'Italia fu costruita), La Malfa (più decente, più il padre che il figlio comunque), oggi corrisponda a questa marmaglia di personaggi (ex democristiani, ex craxiani graziati per fato o per leggi ad personam) che ci governano, dovrebbe fare ribrezzo pure a chi di destra si definisce. Correggo: proprio di "destra". Purtroppo, quella che è la definizione più coerente o comunque fondata di "destra-sinistra" cosa sono, è più che ovvia.

La destra, in una definizione che iniziò quasi per caso durante e dopo la rivoluzione francese con le prime assemblee legislative "moderne", è conservatrice. Nel bene e nel male.

La sinistra, come ci spiega anche il dizionario di educazione civica (davvero ottimo) "Stato e Società", rappresenta o è rappresentata dalle idee di rinnovamento, a volte anche "radicali".

Attualmente, invece, siamo nell'era del centrodestra e centro-sinistra (col trattino). Stiamo attenti. Gli attuali uomini della destra, ex democristiani, ex craxiani appunto, ex (Tramaglia, repubblichino), post (fini dopo Fiuggi) o neo (Storace non rinnega) fascisti, compresi i leghisti che più fascisti non si può, fanno non una politica "conservatrice", ma demolitrice.

Andiamo con ordine. Hanno un capo che sembra uscito da un supermercato super-saldi alla "Casa della libertà" (ex Polo: cambio di nome perchè era un nome freddo, troppo "polare"?), con il sorriso il trapianto e vari divorzi o processi alle spalle. Uno che insomma racconta barzellette e ride di "buonumore", per dirla alla Feltri. Il partito principale è "Forza Italia": ma vi sembra che in Inghilterra, l'ambiente ad ogni modo più conservatore che ci sia, esistra o possa esistere o ci sarà un partito che si chiami "Come on England!"?

Siamo seri. Diciamo un secco NO al fascismo, in quanto soppressore di libertà, diritti, uguaglianze e laicità.

I missini al governo, pur più "politici" ed eleganti del premier, non ci vanno proprio giù. Si difendano al massimo i valori e ricordi di Costituzione, Partigianeria e Liberazione.

Riconosciamo che questa non è neanche destra, è maganello. E l'ultimo manganello che ci fu da noi fu quello di Tambroni, Presidente del Consiglio DC-MSI (appoggio), cacciato dopo poco tempo a causa della cruenta soppressione di persone e movimenti.

L'altro manganello ancora? Mussolini. E qua, basta il nome, non infierisco.

Un secco no al fascismo, neo, nuovo, moderno o ex che sia. Compreso il post. Ma contemporaneamente il messaggio a chi davvero "di destra" si ritiene: che avrebbe detto Giolitti (non fascista ma decisamente conservatore) della legge "ex cirielli" o Salva Previti che sia?

Da parte di chi non è di destra ma rispetta e conosce i valori della stessa, nel corso del tempo, civile, storico e politico.




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E poi come si fa a non sorridere di uno pseudo-partito che si chiama Forza Italia, il cui simbolo sembra l'etichetta di un'aranciata da due soldi?
Corrado Lampe

"Il nemico più pericoloso è quello di cui nessuno ha paura"
Dan Brown - Angeli e Demoni





"E non poteva essere Berlusconi, perchè sapevo che la sua discesa in campo muoveva esclusivamente da interessi personali: me lo aveva detto chiaramente lui stesso".
Indro Montanelli - Soltanto un giornalista


LAICITA'


"Non abbassare il pugno, vecchio. Non lo abbassare mai".
Luis Sepulveda -
La frontiera scomparsa



"Parlavano anche di politica, i ragazzi del bagno. Si sentivano rossi, radicali, anarchici. Odiavano, ricambiati, gli stronzi nazisti che proliferavano nella loro scuola, figli di figli di bottegai, commercialisti, dentisti, figli di un'ignoranza italiana senza complessi. Si sentivano parte, con sfumature differenti, d'una sinistra sorridente e sincera; simpatizzavano col mondo underground dei centri sociali occupati e delle case discografiche indipendenti, e soprattutto odiavano i pinocchi di piombo delle organizzazioni di partito"           
Enrico Brizzi -
Jack Frusciante è uscito dal gruppo

   luis sepulveda

Sto leggendo
"Uno nessuno centomila" di Pirandello

"Sostiene Pereira"
- di Antonio Tabucchi

the Da Vinci code - in english, il più discusso caso editoriale dell'era commercial-libraia


davvero un libro che non puoi interrompere. Bello. In inglese è ancora più gustoso. Consiglio di leggere anche "Angels and Demons". Stepitoso.




   Eccomi a Buckingham Palace

"Io, cristiano, non posso accettare l’idea che il Signore, invocato in tutte le mie preghiere come archetipo e fonte di tutte le Virtù, a cominciare dalla più cristiana di tutte, la Carità, si diverta a infliggere alle sue creature i tormenti di un’agonia senza speranza. Questa, anche se viene a ripetermela un Cardinale, o lo stesso Papa, per me è bestemmia".
Indro Montanelli
-
La Stanza - Corriere della Sera

Corriere.it

IO SONO LAICO


LAICITA'

 LUI ERA LAICO


Perchè lui non dovrebbe adottare un figlio?


Nella Germania Est, la sinistra primo partito

Post Elezioni regionali 2005

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Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Giorgio Gaber


Contro tutte le guerre

- peace flag source internet

Eskimo (Francesco Guccini)
Questa domenica in Settembre
non sarebbe pesata cosi'
l'estate finiva piu' nature
vent'anni fa o giu' di li'
Con l'incoscienza dentro al basso ventre
e alcuni audaci, in tasca "l'Unita'",
la paghi tutta, e a prezzi d'inflazione,
quella che chiaman la maturita'
Ma tu non sei cambiata di molto
anche se adesso e' al vento quello che
io per vederlo ci ho impiegato tanto
filosofando pure sui perche'
Ma tu non sei cambiata di tanto
e se cos'e' un orgasmo ora lo sai
potrai capire i miei vent'anni allora
e quasi cento adesso capirai
Portavo allora un eskimo innocente
dettato solo dalla poverta'
non era la rivolta permanente
diciamo che non c'era e tanto fa
Portavo una coscienza immacolata
che tu tendevi a uccidere pero'
inutilmente ti ci sei provata
con foto di famiglia o paleto'
E quanto son cambiato da allora
e l'eskimo che conoscevi tu
lo porta addosso mio fratello ancora
e tu lo porteresti e non puoi piu'
Bisogna saper scegliere il tempo
non arrivarci per contrarieta'
tu giri adesso con le tette al vento
io ci giravo gia' vent'anni fa
Ricordi fu con te a Santa Lucia
al portico dei Servi per Natale
credevo che Bologna fosse mia
ballammo insieme all'anno o a Carnevale
Lasciammo allora tutti e due un qualcuno
che non ne fece un dramma o non lo so
ma con i miei maglioni ero a disagio
e mi pesava quel tuo paleto'
Ma avevo la rivolta fra le dita
dei soldi in tasca niente e tu lo sai
e mi pagavi il cinema stupita
e non ti era toccato farlo mai
Perche' mi amavi non l'ho mai capito
cosi' diverso da quei tuoi cliche
perche' fra i tanti, bella,
che hai colpito ti sei gettata addosso proprio a me
Infatti i fiori della prima volta
non c'erano gia' piu' nel sessantotto
scoppiava finalmente la rivolta
oppure in qualche modo mi ero rotto
Tu li aspettavi ancora ma io gia' urlavo che
Dio era morto, a monte, ma pero'
contro il sistema anch'io mi ribellavo
cioe', sognando Dylan e i provo
E Gianni ritornato da Londra
a lungo ci parlo' dell'LSD
tenne una quasi conferenza colta
sul suo viaggio di nozze stile freak
E noi non l'avevamo mai fatto
e noi che non l'avremmo fatto mai
quell'erba ci creseva tutt'attorno
per noi crescevan solo i nostri guai
Forse ci consolava far l'amore
ma precari in quel senso si era gia'
un buco da un amico, un letto a ore
su cui passava tutta la citta'
L'amore fatto alla boia d'un Giuda
e al freddo in quella stanza di altri e spoglia
vederti o non vederti tutta nuda
era un fatto di clima e non di voglia
E adesso che potremmo anche farlo
e adesso che problemi non ne ho
che nostalgia per quelli contro un muro
o dentro a un cine o li' dove si puo'
E adesso che sappiamo quasi tutto
e adesso che problemi non ne hai
che nostalgia, lo rifaremmo in piedi
scordando la moquette stile e l'Hi Fi
Diciamolo per dire, ma davvero
si ride per non piangere perche'
se penso a quella ch'eri, a quel che ero,
che compassione che ho per me e per te
Eppure a volte non mi spiacerebbe
essere quelli di quei tempi la'
sara' per aver quindic'anni in meno
o avere tutto per possibilita'
Perche' a vent'anni e' tutto ancora intero
perche' a vent'anni e' tutto chi lo sa
a vent'anni si e' stupidi davvero
quante balle si ha in testa a quell'eta'
Oppure allora si era solo noi
non c'entra o meno questa gioventu'
di discussioni, caroselli, eroi
quel ch'e' rimasto dimmelo un po' tu
E questa domenica in Settembre
se ne sta lentamente per finire
come le tante via distrattamente
a cercare di fare o di capire
Forse lo stan pensando anche gli amici
gli andati, i rassegnati, i soddisfatti,
giocando a dire che si era piu' felici
pensando a chi si e' perso o no a quei patti
Ed io che ho sempre un eskimo addosso
uguale a quello che ricorderai
io come sempre, faccio quel che posso
domani poi ci pensero' se mai
Ed io ti cantero' questa canzone
uguale a tante che gia' ti cantai
ignorala come hai ignorato le altre
e poi saran le ultime oramai

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