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ma la politica è laica oppure è incredibilmente religiosa-praticante e antica?


Diario


19 agosto 2005

Sulle primarie: dal voto a Bertinotti all'idea di un partito unico, vero e comunista

Credo sia giunto il momento di fare un po' d'ordine. Il mio argomento sulle primarie, nonostante il timido interesse direttamente sul mio blog, ha suscitato quasi una decina di commenti nella piattaforma dei "bloggers per le primarie". Il che ovviamente mi spinge a dire di più.
In una recente intervista concessa a l'Espresso, il leader di Idv Antonio Di Pierto lanciava accuse di utopia o (peggio) fantapolitica nei confronti dei segretari Verdi e Prc Pecoraro Scanio e Bertinotti. E nel frattempo diceva che la persona da lui più stimata era Mastella.
Il fatto poi che Mastella sia il più democristiano della coalizione, e che alla caduta della Dc Antonino avesse contribuito (giustamente, lo ringraziamo ancor'oggi) in prima persona come magistrato, non gli passa neanche per la testa. E uno che considera un'ambientalista e un comunista degli elementi carichi di utopia irrealizzabile (fantastico: dice che il mondo poco inquinato è un giardino dell'Eden...meglio l'America che non firma Kioto?) si dice pure "protettore" della questione morale. Meditate, anzi mediatimo.
Il secondo punto che vorrei toccare è che la visione di un partito unitario della sinistra "falce e martello" non è un'utopia: in Germania, e potete leggere nel mio blog qualche nota, è stata fatta un'iniziativa del genere e gli elettori dei left-parties tedeschi ne sono entusiasti. In Italia invece, la terra del conformismo, abbiamo ancora oggi due diverse coalizioni che richiamano i propri ideali agli anni del comunismo togliattiano e berlinguerano: fare un accordo fisso e duraturo no vero?
Unire i propri partiti attraverso un nuovo soggetto politico che non cancelli la parola comunista in quanto questa è oggi ancora sinonimo del disagio giovanile e (anche degli adulti) di una parte della società che vuole cambiare veramente il paese. Non è male l'idea vero?
Basterebbe essere un poco meno "italiani": pensare che il Pci era il più grosso partito di ispirazione marxista d'occidente, e che in tanti ancora oggi criticano la scelta di Occhetto con "la cosa" e la trasformazione in Pds. Quanti elettori del partito di Fassino (D'Alema) voterebbero questo nuovo soggetto? Quanti si sentono ancora comunisti, ma votano la quercia in nostalgia del vecchio partito di massa?
Credo che unirsi al Pdci sarebbe un'ottima prospettiva per Rifondazione: aiuterebbe a far sentire di più, in Parlamento e nell'Unione, la voce dei comunisti e a ridurre di un po' il numero di partiti italiani. Continuare a rinfacciarsi scelte diverse compiute sette anni fa, questo sì che è utopico: forse sbagliò Bertinotti a mollare il governo, forse sbagliò Cossutta a mollare il partito. Due secessioni che francamente oggi mi sembrà anche infausto ricordare.
L'idea di un partito comunista di nuova fondazione, che rivendichi come sue le vie di Togliatti, Berlinguer e Natta, tralasciando invece quelle di Occhetto e D'Alema, attiarando a sè una buona parte dei voti diessini, permettendo di diventare nuovamente un partito di massa inserito in un gioco democratico. E' la visione di un giovane sognatore forse.
Una tirata d'orecchie a entrambi: a Bertinotti per le parole di sfida e astio espresse nei confronti dei cossuttiani al congresso di Venezia, a Diliberto perchè ha mostrato di preferire votare Prodi a Bertinotti. Sarà fantapolitica, ma il voto al segretario Prc darebbe il segno di quante persone sono d'accordo con la mia idea di unità comunista. E a sinistra, con le parole, non sono in pochi questi elettori.
Ma credo che ancora oggi ci si debba vergognare di essere spaccati in due partiti. E di chi sia la colpa della spaccatura, non importa. Urge decisamente compiere questo matrimonio, non a fini di raggiungimento dello sbarramento per entrare in Parlamento, ma in maniera duratura ed efficace. Ai lettori il microfono sulla questione.


















Enrico Berlinguer, rimpianto segretario dei comunisti dello Stivale




permalink | inviato da il 19/8/2005 alle 13:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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"Uno nessuno centomila" di Pirandello

"Sostiene Pereira"
- di Antonio Tabucchi

the Da Vinci code - in english, il più discusso caso editoriale dell'era commercial-libraia


davvero un libro che non puoi interrompere. Bello. In inglese è ancora più gustoso. Consiglio di leggere anche "Angels and Demons". Stepitoso.




   Eccomi a Buckingham Palace

"Io, cristiano, non posso accettare l’idea che il Signore, invocato in tutte le mie preghiere come archetipo e fonte di tutte le Virtù, a cominciare dalla più cristiana di tutte, la Carità, si diverta a infliggere alle sue creature i tormenti di un’agonia senza speranza. Questa, anche se viene a ripetermela un Cardinale, o lo stesso Papa, per me è bestemmia".
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Perchè lui non dovrebbe adottare un figlio?


Nella Germania Est, la sinistra primo partito

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Eskimo (Francesco Guccini)
Questa domenica in Settembre
non sarebbe pesata cosi'
l'estate finiva piu' nature
vent'anni fa o giu' di li'
Con l'incoscienza dentro al basso ventre
e alcuni audaci, in tasca "l'Unita'",
la paghi tutta, e a prezzi d'inflazione,
quella che chiaman la maturita'
Ma tu non sei cambiata di molto
anche se adesso e' al vento quello che
io per vederlo ci ho impiegato tanto
filosofando pure sui perche'
Ma tu non sei cambiata di tanto
e se cos'e' un orgasmo ora lo sai
potrai capire i miei vent'anni allora
e quasi cento adesso capirai
Portavo allora un eskimo innocente
dettato solo dalla poverta'
non era la rivolta permanente
diciamo che non c'era e tanto fa
Portavo una coscienza immacolata
che tu tendevi a uccidere pero'
inutilmente ti ci sei provata
con foto di famiglia o paleto'
E quanto son cambiato da allora
e l'eskimo che conoscevi tu
lo porta addosso mio fratello ancora
e tu lo porteresti e non puoi piu'
Bisogna saper scegliere il tempo
non arrivarci per contrarieta'
tu giri adesso con le tette al vento
io ci giravo gia' vent'anni fa
Ricordi fu con te a Santa Lucia
al portico dei Servi per Natale
credevo che Bologna fosse mia
ballammo insieme all'anno o a Carnevale
Lasciammo allora tutti e due un qualcuno
che non ne fece un dramma o non lo so
ma con i miei maglioni ero a disagio
e mi pesava quel tuo paleto'
Ma avevo la rivolta fra le dita
dei soldi in tasca niente e tu lo sai
e mi pagavi il cinema stupita
e non ti era toccato farlo mai
Perche' mi amavi non l'ho mai capito
cosi' diverso da quei tuoi cliche
perche' fra i tanti, bella,
che hai colpito ti sei gettata addosso proprio a me
Infatti i fiori della prima volta
non c'erano gia' piu' nel sessantotto
scoppiava finalmente la rivolta
oppure in qualche modo mi ero rotto
Tu li aspettavi ancora ma io gia' urlavo che
Dio era morto, a monte, ma pero'
contro il sistema anch'io mi ribellavo
cioe', sognando Dylan e i provo
E Gianni ritornato da Londra
a lungo ci parlo' dell'LSD
tenne una quasi conferenza colta
sul suo viaggio di nozze stile freak
E noi non l'avevamo mai fatto
e noi che non l'avremmo fatto mai
quell'erba ci creseva tutt'attorno
per noi crescevan solo i nostri guai
Forse ci consolava far l'amore
ma precari in quel senso si era gia'
un buco da un amico, un letto a ore
su cui passava tutta la citta'
L'amore fatto alla boia d'un Giuda
e al freddo in quella stanza di altri e spoglia
vederti o non vederti tutta nuda
era un fatto di clima e non di voglia
E adesso che potremmo anche farlo
e adesso che problemi non ne ho
che nostalgia per quelli contro un muro
o dentro a un cine o li' dove si puo'
E adesso che sappiamo quasi tutto
e adesso che problemi non ne hai
che nostalgia, lo rifaremmo in piedi
scordando la moquette stile e l'Hi Fi
Diciamolo per dire, ma davvero
si ride per non piangere perche'
se penso a quella ch'eri, a quel che ero,
che compassione che ho per me e per te
Eppure a volte non mi spiacerebbe
essere quelli di quei tempi la'
sara' per aver quindic'anni in meno
o avere tutto per possibilita'
Perche' a vent'anni e' tutto ancora intero
perche' a vent'anni e' tutto chi lo sa
a vent'anni si e' stupidi davvero
quante balle si ha in testa a quell'eta'
Oppure allora si era solo noi
non c'entra o meno questa gioventu'
di discussioni, caroselli, eroi
quel ch'e' rimasto dimmelo un po' tu
E questa domenica in Settembre
se ne sta lentamente per finire
come le tante via distrattamente
a cercare di fare o di capire
Forse lo stan pensando anche gli amici
gli andati, i rassegnati, i soddisfatti,
giocando a dire che si era piu' felici
pensando a chi si e' perso o no a quei patti
Ed io che ho sempre un eskimo addosso
uguale a quello che ricorderai
io come sempre, faccio quel che posso
domani poi ci pensero' se mai
Ed io ti cantero' questa canzone
uguale a tante che gia' ti cantai
ignorala come hai ignorato le altre
e poi saran le ultime oramai

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