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ma la politica è laica oppure è incredibilmente religiosa-praticante e antica?


Diario


17 agosto 2005

Dalla perestrojka al capitalismo puzzolente made in Russia

E' tempo che i dirigenti occidentali accantonino la psicologia e le nozioni dell'era coloniale. Dovranno farlo prima o poi. Finchè l'Occidente continuerà a vedere il Terzo Mondo come una sfera d'influenza e a esercitarvi il suo dominio, le tensioni rimarranno e si formeranno nuovi focolai di conflitti con l'intensificarsi della resistenza antimperialistica.
I nostri avversari occidentali non gradiscono che si parli loro in questo modo. Perdono la calma e si indignano quando diciamo pane al pane. (...) Ho spiegato in molte occasioni che noi non perseguiamo finalità ostili agli interessi occidentali. Sappiamo quanto sono importanti il Medio Oriente, l'Asia, l'America Latina e altre regioni del Terzo Mondo per le economie degli Stati Uniti e dell'Europa occidentale, in particolare per quanto riguarda le fonti delle materie prime.
E' tempo tuttavia di riconoscere che le nazioni del Terzo Mondo hanno diritto d'essere padrone di sè stesse. Hanno raggiunto l'indipendenza politica dopo molti anni di dure lotte. Ora vogliono essere indipendenti anche economicamente. (...). I dirigenti di questi paesi vogliono che siano veramente indipendenti e che collaborino con gli altri su un piano di parità. Oggi, invece, non hanno altro che denutrizione e malattie.
Le loro risorse vengono sfruttate dagli stati avanzati e assorbite nei redditi nazionali di questi ultimi attraverso i canali di uno scambio non paritario. I paesi in via di sviluppo non vorranno tollerare ancora a lungo questa situazione.


Queste le parole di uno dei più grandi uomini di sempre: Mikhail Gorbaciov. L'uomo della perestrojka. Le parole tratte da un libro chiamato proprio così: perestrojka, il nuovo pensiero per il nostro paese e per il mondo.
Un libro stupendo, che negli stessi stati uniti diventò un caso letterario: riesce a mostrare quanto calme, valide e utili fossero le idee e i progetti dell'ultimo segretario del PCUS: evitare di far sprofondare in toto nel capitalismo il suo paese, mostrare al mondo alla gente sovietica il socialismo dal volto umano, moderno.
La perestrojka in Italia la fece Occhetto, con la sua Bolognina, sfasciando il Pc e trasformandolo Pds. Ecco che anche in Russia manco si lesse il testo di Gorbaciov: con la sua ristrutturazione e umanizzazione del socialismo, forse non si avrebbe avuto oggi la situazione nelle Federazione. Redditi procapite ridotti all'osso, pochi ma ricchissimi capitalisti (alla Abramovich) che guadagnano come Gorgon Gekko nel film Wall Street: centinaia di milioni di dollari al solo fare qualche telefonata e acquisto in borsa.
Era proprio questa l'idea di Gorbaciov: aiutare il proprio popolo ad uscire dalla crisi economica. Uscire dalla crisi tuttavia attaccando anche quelle cose che nel sistema non andavano bene. Una produzione più intelligente, meno cumulativa e più ovvia e qualitativa. Un migliore sfruttamento dell'energia nucleare e quelle petrolifera: oggi esse sono in mano a privati, e i prezzi sono saliti verso l'Olimpo del "non compro più costa troppo".
E' il capitalismo bambina, e non piace proprio a tutti.
Il 15 marzo 1990 il Congresso dei rappresentanti del popolo dell'Urss - il primo parlamento costituito sulla base di libere elezioni - elegge Gorbaciov Presidente dell'Unione Sovietica. (da www.cronologia.it)
L'idea del segretario, poi insignito con il Premio Nobel per la Pace, non ha avuto poi seguito, schiacciato dalle pressioni dei paesi-colonie baltici e non, e dalla "contro-rivoluzione" della destra di Eltsin, che poi ha piazzato un ex Kgb come suo successore. Viaggio nel pianeta Russia, alla scoperta di un mondo che, invece che migliorare come perestrojka intendeva, è caduto nel più basso e viscido dei capitalismo: dal 1991, nella Federazione Russa, ristoro solamente per pochi Paperon de' Paperoni. E la libertà di stampa, è ancora una grossa utopia.
 
(gorbaciov, ultimo capo di stato sovietico)

Perestrojka - Il nuovo pensiero per in nostro paese e per il mondo - Mondadori




permalink | inviato da il 17/8/2005 alle 9:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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"Parlavano anche di politica, i ragazzi del bagno. Si sentivano rossi, radicali, anarchici. Odiavano, ricambiati, gli stronzi nazisti che proliferavano nella loro scuola, figli di figli di bottegai, commercialisti, dentisti, figli di un'ignoranza italiana senza complessi. Si sentivano parte, con sfumature differenti, d'una sinistra sorridente e sincera; simpatizzavano col mondo underground dei centri sociali occupati e delle case discografiche indipendenti, e soprattutto odiavano i pinocchi di piombo delle organizzazioni di partito"           
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Sto leggendo
"Uno nessuno centomila" di Pirandello

"Sostiene Pereira"
- di Antonio Tabucchi

the Da Vinci code - in english, il più discusso caso editoriale dell'era commercial-libraia


davvero un libro che non puoi interrompere. Bello. In inglese è ancora più gustoso. Consiglio di leggere anche "Angels and Demons". Stepitoso.




   Eccomi a Buckingham Palace

"Io, cristiano, non posso accettare l’idea che il Signore, invocato in tutte le mie preghiere come archetipo e fonte di tutte le Virtù, a cominciare dalla più cristiana di tutte, la Carità, si diverta a infliggere alle sue creature i tormenti di un’agonia senza speranza. Questa, anche se viene a ripetermela un Cardinale, o lo stesso Papa, per me è bestemmia".
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Perchè lui non dovrebbe adottare un figlio?


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- peace flag source internet

Eskimo (Francesco Guccini)
Questa domenica in Settembre
non sarebbe pesata cosi'
l'estate finiva piu' nature
vent'anni fa o giu' di li'
Con l'incoscienza dentro al basso ventre
e alcuni audaci, in tasca "l'Unita'",
la paghi tutta, e a prezzi d'inflazione,
quella che chiaman la maturita'
Ma tu non sei cambiata di molto
anche se adesso e' al vento quello che
io per vederlo ci ho impiegato tanto
filosofando pure sui perche'
Ma tu non sei cambiata di tanto
e se cos'e' un orgasmo ora lo sai
potrai capire i miei vent'anni allora
e quasi cento adesso capirai
Portavo allora un eskimo innocente
dettato solo dalla poverta'
non era la rivolta permanente
diciamo che non c'era e tanto fa
Portavo una coscienza immacolata
che tu tendevi a uccidere pero'
inutilmente ti ci sei provata
con foto di famiglia o paleto'
E quanto son cambiato da allora
e l'eskimo che conoscevi tu
lo porta addosso mio fratello ancora
e tu lo porteresti e non puoi piu'
Bisogna saper scegliere il tempo
non arrivarci per contrarieta'
tu giri adesso con le tette al vento
io ci giravo gia' vent'anni fa
Ricordi fu con te a Santa Lucia
al portico dei Servi per Natale
credevo che Bologna fosse mia
ballammo insieme all'anno o a Carnevale
Lasciammo allora tutti e due un qualcuno
che non ne fece un dramma o non lo so
ma con i miei maglioni ero a disagio
e mi pesava quel tuo paleto'
Ma avevo la rivolta fra le dita
dei soldi in tasca niente e tu lo sai
e mi pagavi il cinema stupita
e non ti era toccato farlo mai
Perche' mi amavi non l'ho mai capito
cosi' diverso da quei tuoi cliche
perche' fra i tanti, bella,
che hai colpito ti sei gettata addosso proprio a me
Infatti i fiori della prima volta
non c'erano gia' piu' nel sessantotto
scoppiava finalmente la rivolta
oppure in qualche modo mi ero rotto
Tu li aspettavi ancora ma io gia' urlavo che
Dio era morto, a monte, ma pero'
contro il sistema anch'io mi ribellavo
cioe', sognando Dylan e i provo
E Gianni ritornato da Londra
a lungo ci parlo' dell'LSD
tenne una quasi conferenza colta
sul suo viaggio di nozze stile freak
E noi non l'avevamo mai fatto
e noi che non l'avremmo fatto mai
quell'erba ci creseva tutt'attorno
per noi crescevan solo i nostri guai
Forse ci consolava far l'amore
ma precari in quel senso si era gia'
un buco da un amico, un letto a ore
su cui passava tutta la citta'
L'amore fatto alla boia d'un Giuda
e al freddo in quella stanza di altri e spoglia
vederti o non vederti tutta nuda
era un fatto di clima e non di voglia
E adesso che potremmo anche farlo
e adesso che problemi non ne ho
che nostalgia per quelli contro un muro
o dentro a un cine o li' dove si puo'
E adesso che sappiamo quasi tutto
e adesso che problemi non ne hai
che nostalgia, lo rifaremmo in piedi
scordando la moquette stile e l'Hi Fi
Diciamolo per dire, ma davvero
si ride per non piangere perche'
se penso a quella ch'eri, a quel che ero,
che compassione che ho per me e per te
Eppure a volte non mi spiacerebbe
essere quelli di quei tempi la'
sara' per aver quindic'anni in meno
o avere tutto per possibilita'
Perche' a vent'anni e' tutto ancora intero
perche' a vent'anni e' tutto chi lo sa
a vent'anni si e' stupidi davvero
quante balle si ha in testa a quell'eta'
Oppure allora si era solo noi
non c'entra o meno questa gioventu'
di discussioni, caroselli, eroi
quel ch'e' rimasto dimmelo un po' tu
E questa domenica in Settembre
se ne sta lentamente per finire
come le tante via distrattamente
a cercare di fare o di capire
Forse lo stan pensando anche gli amici
gli andati, i rassegnati, i soddisfatti,
giocando a dire che si era piu' felici
pensando a chi si e' perso o no a quei patti
Ed io che ho sempre un eskimo addosso
uguale a quello che ricorderai
io come sempre, faccio quel che posso
domani poi ci pensero' se mai
Ed io ti cantero' questa canzone
uguale a tante che gia' ti cantai
ignorala come hai ignorato le altre
e poi saran le ultime oramai

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