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ma la politica è laica oppure è incredibilmente religiosa-praticante e antica?


Diario


8 agosto 2005

Feltri: non solo berlusconiano, ma anche monarchico

I monarchici oggi non finiscono con Alleanza Monarchica. Ecco che vi mostriamo altre rarità, decisamente impegnati in questo compito: riaffermare l'ideale monarchico in Italia, guardare verso l'alto o altre filosofate del genere.
Pensate che, ufficialmente anche se non lo sa nessuno, "Libero" è il loro giornale ufficiale. Uhm, penserete, ce ne saranno tanti di giornali con quel nome. E invece è proprio quello. Quello diretto da Vittorio Feltri, e nella pubblicità in TV al momento del lancio, anni fa, della testata, si diceva "esce Libero, il nuovo quotidiano di Vittorio Feltri", mica il giornale dei monarchici. Già il sito, monarchici.org, è poco di frequente aggiornato. Ma almeno così Libero sembra indipendente.
La politica che il Movimento Monarchico Italiano vuole la pubblichiamo con una semplice citazione dalla loro home page:

"Il Movimento Monarchico Italiano è un movimento politico-istituzionale libero, indipendente, democratico con un gruppo parlamentare trasversale, attivo sui grandi temi della riforma dello Stato.

M.M.I. è un movimento impegnato nella salvaguardia della Nazione Italiana, di ogni sua realtà, anche fuori dal territorio dello Stato, nella Nuova Europa.M.M.I vuole l'abolizione della tredicesima disposizione transitoria della Costituzione italiana che costringe i discendenti maschi di Casa Savoia ad un assurdo ed "antieuropeo" esilio.M.M.I. vuole l'indipendenza e la neutralità del vertice dello Stato.M.M.I. vuole la democrazia del cittadino con un sistema elettorale moderno, uninominale, in cui anche la scelta dei candidati nell'ambito di ciascun schieramento venga fatta dagli elettori mediante elezioni primarie.M.M.I. vuole uno sviluppo equilibrato nord-sud, contro ogni separatismo.M.M.I. vuole promuovere la cultura di un nuovo "senso dello Stato".M.M.I. non proviene dall'alto, ma guarda in alto, vivendo l'ideale monarchico come impegno civile, politico culturale per il progresso della Nazione.M.M.I., quale testimonianza della sua indipendenza di giudizio, ricorre all'autofinanziamento".

Dunque un gruppo trasversale. Ma fantasma, oserei dire. Notiamo, ma spulciando il sito, che Feltri effettivamente si occupa di monarchia o questioni simili, tanto da "prestare" il suo giornale. Leggiamo che: si svolge a Roma, sotto la presidenza di Vittorio Feltri, la presentazione del Manifesto politico dei monarchici per il 2001.


Continuo a dire che non capirò mai come una persona possa defininirsi monarchica, cioè permettere che certe persone, una persona in particolare per l'epoca in corso, debbano avere il diritto di essere la carica più alta dello stato, solamente perchè facenti parte di una famiglia particolare. L'unico merito, insomma, di un Re sarebbe appunto (anche se alcuni re possono essere ottimi, resta la questione) essere nato da quella donna, sposata con quell'uomo, Re o Principe che sia. La meritocrazia napoleonica allora dove va a finire? E il rappresentare con orgoglio la propria nazione e vedere riflesso nel proprio Capo di Stato l'Italia intera?
Quale merito ad esser nati da una famiglia piuttosto che da un'altra!
Io non sono patriota, ma sicuramente penso che il paese non meriterebbe mai una monarchia, visto anche il ruolo di "non-garanzia" che il Re mostrò lasciano strada libera e aprendo le porte del potere al Duce Benito Mussolini.
Valli a capire sti monarchici. Se mai ce ne fossero dubbi, dopo aver sentito di Feltri in questo movimento, capiamo che "la monarchia è di destra" e che "non un solo voto di sinistra andò alla casa Savoia in quel lontano 2 giugno 1946.




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"Sostiene Pereira"
- di Antonio Tabucchi

the Da Vinci code - in english, il più discusso caso editoriale dell'era commercial-libraia


davvero un libro che non puoi interrompere. Bello. In inglese è ancora più gustoso. Consiglio di leggere anche "Angels and Demons". Stepitoso.




   Eccomi a Buckingham Palace

"Io, cristiano, non posso accettare l’idea che il Signore, invocato in tutte le mie preghiere come archetipo e fonte di tutte le Virtù, a cominciare dalla più cristiana di tutte, la Carità, si diverta a infliggere alle sue creature i tormenti di un’agonia senza speranza. Questa, anche se viene a ripetermela un Cardinale, o lo stesso Papa, per me è bestemmia".
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Eskimo (Francesco Guccini)
Questa domenica in Settembre
non sarebbe pesata cosi'
l'estate finiva piu' nature
vent'anni fa o giu' di li'
Con l'incoscienza dentro al basso ventre
e alcuni audaci, in tasca "l'Unita'",
la paghi tutta, e a prezzi d'inflazione,
quella che chiaman la maturita'
Ma tu non sei cambiata di molto
anche se adesso e' al vento quello che
io per vederlo ci ho impiegato tanto
filosofando pure sui perche'
Ma tu non sei cambiata di tanto
e se cos'e' un orgasmo ora lo sai
potrai capire i miei vent'anni allora
e quasi cento adesso capirai
Portavo allora un eskimo innocente
dettato solo dalla poverta'
non era la rivolta permanente
diciamo che non c'era e tanto fa
Portavo una coscienza immacolata
che tu tendevi a uccidere pero'
inutilmente ti ci sei provata
con foto di famiglia o paleto'
E quanto son cambiato da allora
e l'eskimo che conoscevi tu
lo porta addosso mio fratello ancora
e tu lo porteresti e non puoi piu'
Bisogna saper scegliere il tempo
non arrivarci per contrarieta'
tu giri adesso con le tette al vento
io ci giravo gia' vent'anni fa
Ricordi fu con te a Santa Lucia
al portico dei Servi per Natale
credevo che Bologna fosse mia
ballammo insieme all'anno o a Carnevale
Lasciammo allora tutti e due un qualcuno
che non ne fece un dramma o non lo so
ma con i miei maglioni ero a disagio
e mi pesava quel tuo paleto'
Ma avevo la rivolta fra le dita
dei soldi in tasca niente e tu lo sai
e mi pagavi il cinema stupita
e non ti era toccato farlo mai
Perche' mi amavi non l'ho mai capito
cosi' diverso da quei tuoi cliche
perche' fra i tanti, bella,
che hai colpito ti sei gettata addosso proprio a me
Infatti i fiori della prima volta
non c'erano gia' piu' nel sessantotto
scoppiava finalmente la rivolta
oppure in qualche modo mi ero rotto
Tu li aspettavi ancora ma io gia' urlavo che
Dio era morto, a monte, ma pero'
contro il sistema anch'io mi ribellavo
cioe', sognando Dylan e i provo
E Gianni ritornato da Londra
a lungo ci parlo' dell'LSD
tenne una quasi conferenza colta
sul suo viaggio di nozze stile freak
E noi non l'avevamo mai fatto
e noi che non l'avremmo fatto mai
quell'erba ci creseva tutt'attorno
per noi crescevan solo i nostri guai
Forse ci consolava far l'amore
ma precari in quel senso si era gia'
un buco da un amico, un letto a ore
su cui passava tutta la citta'
L'amore fatto alla boia d'un Giuda
e al freddo in quella stanza di altri e spoglia
vederti o non vederti tutta nuda
era un fatto di clima e non di voglia
E adesso che potremmo anche farlo
e adesso che problemi non ne ho
che nostalgia per quelli contro un muro
o dentro a un cine o li' dove si puo'
E adesso che sappiamo quasi tutto
e adesso che problemi non ne hai
che nostalgia, lo rifaremmo in piedi
scordando la moquette stile e l'Hi Fi
Diciamolo per dire, ma davvero
si ride per non piangere perche'
se penso a quella ch'eri, a quel che ero,
che compassione che ho per me e per te
Eppure a volte non mi spiacerebbe
essere quelli di quei tempi la'
sara' per aver quindic'anni in meno
o avere tutto per possibilita'
Perche' a vent'anni e' tutto ancora intero
perche' a vent'anni e' tutto chi lo sa
a vent'anni si e' stupidi davvero
quante balle si ha in testa a quell'eta'
Oppure allora si era solo noi
non c'entra o meno questa gioventu'
di discussioni, caroselli, eroi
quel ch'e' rimasto dimmelo un po' tu
E questa domenica in Settembre
se ne sta lentamente per finire
come le tante via distrattamente
a cercare di fare o di capire
Forse lo stan pensando anche gli amici
gli andati, i rassegnati, i soddisfatti,
giocando a dire che si era piu' felici
pensando a chi si e' perso o no a quei patti
Ed io che ho sempre un eskimo addosso
uguale a quello che ricorderai
io come sempre, faccio quel che posso
domani poi ci pensero' se mai
Ed io ti cantero' questa canzone
uguale a tante che gia' ti cantai
ignorala come hai ignorato le altre
e poi saran le ultime oramai

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