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ma la politica è laica oppure è incredibilmente religiosa-praticante e antica?


Diario


2 agosto 2005

Il Codice da Vinci all'Università!

LONDRA - Il Codice Da Vinci di Dan Brown diventa materia accademica: sulla scia del suo straordinario successo editoriale, il romanzo tradotto in 44 lingue che ha venduto oltre 17 milioni di copie in tutto il mondo, sara' oggetto di un corso universitario al prestigioso Trinity College di Dublino.

Il corso, che oltre ad analizzare gli innumerevoli simbolismi ed arcani contenuti nel libro, indaghera' sulla controversa affermazione secondo la quale Gesu' Cristo sposo' Maria Maddalena con la quale ebbe una figlia i cui discendenti sarebbero sopravvissuti fino ai giorni nostri, nasce da un'iniziativa del dipartimento di teologia del celebre ateneo irlandese.

Nigel Biggar, docente di religione e capo del dipartimento, ha spiegato che il bestseller e' stato scelto come materia d'insegnamento perche' confonde la realta' con la finzione. ''In tutti gli aereoporti in cui sono stato, ho visto persone che leggevano questo libro e non vi e' dubbio che solleva molti interrogativi sulla figura storica di Gesu'. Quello che mi ha intrigato e' come la gente fosse affascinata da quest'opera di narrativa e da tutti i misteri ed arcani che hanno caratterizzato i primordi della Cristianita''', ha spiegato al quotidiano britannico The Times anche Sean Freyne, emerito professore di teologia e docente del corso.

''E' la prima volta che c'imbarchiamo in qualcosa del genere e vogliamo che gli studenti terminino il corso con una migliore conoscenza del senso della Cristianita' e del modo in cui si e' diffusa''.

Intanto Edimburgo e' presa d'assalto da lettori appassionati dal romanzo di Dan Brown, che si recano a frotte a visitare la Cappella Rosslyn citata nel libro situata a Roslin, villaggio a 16 chilometri dalla citta' scozzese. Secondo il romanzo, questo piccolo gioiello dell'architettura del XV secolo, conterrebbe al suo interno indizi che svelano il mistero sull'ubicazione del Santo Graal.

'' Dieci anni fa i visitatori erano 9.000 all'anno. Due anni fa, 38.000. Lo scorso anno 68.000 e quest'anno raggiungeremo probabilmente i 100.000. Quando il film tratto dal libro uscira' a maggio, prevediamo che i visitaori balzeranno a 120.000'', ha dichiarato al Times Stuart Bettie, direttore della fondazione che gestisce la cappella.

Il prossimo mese, Hollywood spargera' una ventata di glamour sulla amena, ma tranquilla Roslin quando iniziera' per l'appunto le riprese del film tratto dal bestseller, che vede Tom Hanks e Audrey Tautou nella parte dei protagonisti. La febbre del Codice Da Vinci, che gia' da tempo impazza ad Edimburgo e dintorni, salira' cosi' alle stelle.

Il mese di agosto edimburghese e' gia' tutto all'insegna del romanzo culto di Dan Brown: al Fringe Festival vi sara' uno spettacolo ad esso ispirato di Mark Oxbrow e Simon Cox, autore quest'ultimo del libro 'I Segreti del Codice Da Vinci'; Andrew Sinclair, discendente del fondatore della enigmatica cappella, presentera' infine un libro che ne racconta gli arcani. Frattanto anche l'artista Douglas Gordon, vincitore di un Turner Prize, sta lavorando ad un'opera ispirata a Rosslyn.

da www.ansa.it




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2 agosto 2005

Ristabilire il dialogo e la collaborazione dentro Rifondazione: sennò a che servono le Primarie?

A pensarci bene, le parole, i fatti, gli sforzi e le passioni, per portare avanti una certa tua passione, sono sempre ben spesi, usati, dati. Quando tuttavia, ti taglia la strada proprio il tuo amico, con cui magari hai recentemente litigato ma che comunque vive con te, la cosa riesce a farti innervosire. E certe volte viene voglia di mollare tutto.
Quanto dev'essere dura, quindi, all'interno di un partito, vedere il proprio leader, eletto democraticamente dal congresso, a cui in parecchi, nell'associazione stessa, hanno voltato le spalle. Che sia per voglia di non lavorare o meno, non importa. Importa il fatto che, dalle scintille del congresso in poi, Bertinotti quasi quasi è stato più sereno a pranzo con Prodi che nella sede di Rifondazione. Tutto questo perchè, mentre lui provava a farsi un po' coraggio e portare avanti la propria/del partito idea di politica, s'è scelto la via "governativa", cioè il patto con l'ex Presidente del Consiglio per ridare al centrosinistra la maggioranza al Parlamento. Fino a qua, anche se in Francia il Pcf fa spesso opposizione, niente di male. Addirittura, nella spagna zapaterista e laica troviamo il Pce che appoggia il governo socialista/riformista.
E dunque perchè qualcuno delle diverse correnti di Rifondazione ha scelto di non appoggiare il segretario? Loro, che ovviamente si definiscono "di sinistra", non vorrebbero il segretario del partito di cui hanno la tessera come leader dell'Unione? La democrazia è democrazia, e Bertinotti, come nella tradizione ma nel pieno del rinnovamento, rappresenta la via per spostare più a sinistra l'asse (se avrà più del 12-15%) o il timone (se vincerà) della coalizione. Il tutto, per far avere all'elettorato e la classe medio-bassa che fa riferimento all'asse Prc-Pdci un programma di sinistra, da presentare agli elettori.
Per le primarie, non si può abbandonare il proprio segretario. O almeno, se esiste una regola morale in politica, non lo si snobba così.




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2 agosto 2005

Bologna, per ricordare quella ignobile strage

«Abbiamo ottenuto una verità giudiziaria importante grazie ad una magistratura che non si è fatta deviare, ma adesso c'è bisogno del quadro complessivo e di conoscere i mandanti. il completamento della verità serve per chiudere il cerchio. Ne ha bisogno Bologna e il paese». È il passaggio centrale dell'intervento che il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, ha fatto in una gremitissima aula del consiglio comunale aprendo la giornata di commemorazione nel 25° anniversario della strage di Bologna del 2 agosto 1980, 85 morti e 200 feriti per la bomba nella sala d'aspetto della stazione. Il sindaco poi, sempre in un passaggio del suo intervento, riferendosi agli esecutori materiali della strage, si è detto contrario ad «incomprensibili atti di tolleranza verso chi non si è nemmeno pentito».

Il presidente dell'associazione dei familiari delle vittime del 2 agosto, Paolo Bolognesi, stringe la mano al segretario dei ds Piero Fassino e lo accoglie nel corteo che sfila in via Indipendenza. Fassino stringe la mano ad alcuni dei familiari delle vittime, poi si congeda e tra gli applausi della gente raggiunge (e abbraccia) il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, nello spezzone di corteo che ospita amministratori e politici subito dietro i familiari. Per i ds è presente anche il capogruppo alla camera, Luciano Violante. La folla accoglie con applausi anche la presenza in corteo di Romano Prodi, al fianco di Violante.

Vicino a Fassino e a Cofferati, il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, il presidente della Provincia di Bologna Beatrice Draghetti, l'ex sindaco di Bologna Renato Zangheri, il senatore diessino Walter Vitali e altri esponenti politici. In corteo anche il leader dell'Unione Romano Prodi, che alla partenza ha salutato Luciano Violante, anche lui presente a Bologna. Numerosissimi i familiari delle vittime in occasione del 25mo anniversario della strage, tutti con al petto una gerbera bianca in segno di lutto: quest'anno ne sono stati annunciati oltre 150, di cui diversi provenienti dall'estero.

«Oggi voglio far prevalere solo il ricordo». È questa la sintesi di Romano Prodi, leader dell'Unione, affronta con questo spirito l’anniversario. «Oggi voglio far prevalere - ha detto il leader dell'Unione arrivando a Palazzo d'Accursio, sede dell'Amministrazione comunale, dalla sua abitazione di via Gerusalemme - il ricordo di tutti questi ragazzi. Sono morti dei giovani che stavano andando in vacanza. Il dato che tutta la città si ritrovi così numerosa dopo 25 anni vuol dire senza odio, senza tensioni, senza causare divisioni, ma proprio con il grande senso di un paese che riesce a far fronte anche alle emergenze più gravi». «Mi ricordo - ha aggiunto Prodi - che stavo lavorando dove passavano le Croci verdi, le sirene per i soccorsi, ricordo l' angoscia di quella mattina, la paura che tutto il paese cedesse. E poi invece questa forza della democrazia che sa ricordare, ma è anche capace di non odiare».

Il segreto di Stato «deve essere limitato e funzionale all'interesse comune, ma sempre limitato», dice Prodi, toccando uno dei temi delicati legati alla manifestazione di oggi: l’abolizione del segreto di Stato, che, però, riguarda «in genere la nostra legislazione, non solo il problema della strage di Bologna». Dunque, afferma prodi, questo argomento «non dobbiamo tirarlo fuori nelle occasioni singole e frammentate», perché è invece «un problema da affrontare in modo serio, generale, organico». E nell'ottica di uno «Stato più trasparente, sempre e comunque in cui - conclude Prodi - il segreto di Stato deve essere limitato e funzionale all’interesse comune, ma sempre limitato».

Anche il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha voluto partecipare, inviando al signor Paolo Bolognesi, Presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage, il seguente messaggio: «A un quarto di secolo dall'infausto 2 agosto 1980, giorno in cui fu perpetrato il criminale attentato alla stazione ferroviaria di Bologna, lo sgomento e lo sdegno per tanta inaudita ferocia rimangono vivi nella coscienza civile degli italiani, così come rimane viva la solidarietà per i familiari delle vittime innocenti. La città di Bologna fu allora e rimane nel presente, per la Nazione tutta, un esempio mirabile di coraggio nel trarre dall'immenso dolore per la ferita subita la determinazione di rappresentare un presidio a difesa della democrazia repubblicana, così gravemente aggredita con la nefanda strage che oggi ricordiamo. In questa giornata sono particolarmente vicino ai familiari delle vittime e alla città di Bologna, con il sentimento della mia affettuosa solidarietà».

da l'Unità




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2 agosto 2005

Aereo prende fuoco in Canada: ultimora shok

Un Airbus 340 dell'Air France proveniente da Parigi è finito fuori pista, nel momento dell'atterraggio all'aeroporto Pearson di Toronto, e ha preso fuoco dopo essere finito in una scarpata, non lontano da una delle più trafficate autostrade canadesi, la 401. A bordo dell'aereo ci sarebbero circa 200 passeggeri oltre agli uomini dell'equipaggio. Al momento dell'atterraggio le condizioni climatiche erano cattive, con temporali nella regione e visibilità ridotta. Si ignora al momento se vi siano vittime. Sul luogo dell'incidente sono subito accorsi automezzi dei vigili del fuoco e altri soccorsi.

dall'ultimora di Repubblica.it




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2 agosto 2005


Si chiama Beurger King Muslim e utilizza carni macellate secondo
il rito islamico. Farà concorrenza alle grandi catene americane
  

 

PARIGI Beurger King Muslim (nella foto) non è il nome di un antico re orientale, ma è il primo fast food sorto in Occidente che utilizza carni macellate secondo il rito islamico e riprende il nome di un'altra catena di fast food, il Burger King. Opera della globalizzazione, ma anche la risposta musulmana alle grandi catene alimentari americani come Mc Donald's e kentuky Fried Chichen.
CUCINA ARABA Il primo e unico Beurger King Muslim in Europa ha aperto il mese scorso a Clichysous-Bois, sobborgo di Parigi dove vivono numerosi immigrati arabi. Sebbene esistano in Francia e in tutta Europa numerosi ristoranti che offrono cucina araba, questo fast food è originale perchè coniuga l'arredamento «american style» molto popolare nelle giovani generazioni francesi con una cucina che segue rigorosamente i precetti islamici.
VELO ISLAMICO «Nei locali di Beurger, alle cameriere non è imposto alcuna interdizione sull'uso del velo islamico, bandito invece dalle scuole francesi - sottolinea il portale arabo Middle east online - mentre servono hamburger ad una clientela di musulmani osservanti, per i quali le pietanze di altri fast food sarebbero assolutamente vietate».
LAVORO L'originale fast food è nato in un sobborgo dove la disoccupazione è molto alta e ha dato lavoro a 28 ragazzi. Inoltre secondo il responsabile Mourad Benhamida il locale oltre a dare un segno di speranza a coloro che non hanno lavoro può diventare un ritrovo per gli islamici: «L'immagine dei musulmani è compromessa, dopo tutto quello che è successo negli ultimi tempi. Questo può diventare un luogo d'incontro per i giovani, il che è sicuramente un bene»
02 agosto 2005
 
dal Corriere della Sera




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2 agosto 2005

And I'd give up forever to touch you Cause I know that you feel me somehow

And I'd give up forever to touch you
Cause I know that you feel me somehow
You're the closest to heaven that I'll ever be
And I don't want to go home right now
Verse 2

And all I can taste is this moment
And all I can breathe is your life
Cause sooner or later it's over
I just don't want to miss you tonight

Chorus

And I don't want the world to see me
Cause I don't think that they'd understand
When everything's made to be broken
I just want you to know who I am
Verse 3

And you can't fight the tears that ain't coming
Or the moment of truth in your lies
When everything seems like the movies
Yeah you bleed just to know your alive


Chorus

And I don't want the world to see me
Cause I don't think that they'd understand
When everything's made to be broken
I just want you to know who I am
Chorus

I don't want the world to see me
Cause I don't think that they'd understand
When everything's made to be broken
I just want you to know who I am

I just want you to know who I am
I just want you to know who I am
I just want you to know who I am
I just want you to know who I am

Go go dolls - Iris
(thank's to
www.lyrics007.com)




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2 agosto 2005

Qualcuno era comunista perchè Berlinguer ...

"Qualcuno era comunista perchè Berlinguer era una brava persona"
Giorgio Gaber - Qualcuno era comunista

 
Enrico Berlinguer - ex segretario del Partito Comunista Italiano
foto tratta da www.marxists.org




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2 agosto 2005

La vignetta di Vauro sul Manifesto di oggi


La vignetta di Vauro su "il manifesto" di oggi




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2 agosto 2005

Principi fondamentali per la Regolamentazione delle Primarie aperte”

1. Si dà luogo ad elezioni Primarie per uno schieramento politico tutte le volte in cui per ciascuna carica vi sia più di un candidato dello stesso schieramento.

Possono proporre e firmare una candidatura alle Primarie tutti gli elettori aventi diritto in un collegio o ambito elettorale di riferimento.

 

Le candidature a sindaco devono essere sottoscritte da un minimo di 100 firme per i comuni fino a 15.000 abitanti e crescere per i comuni con popolazione più numerosa in ragione di 10 ogni 2.000 abitanti ulteriori, fino ad un massimo di 2.500 firme.

 

Le candidature a Presidente di provincia ed a parlamentare nazionale devono essere sottoscritte da non meno di 1.000 e non più di 1.500 firme, quelle a Presidente di Regione da non meno di 2.500 e non più di 3.000 firme.

Le candidature a parlamentare europeo da non meno di 3.000 e non più di 4.000 in almeno due regioni.

 

Le candidature a Presidente del Consiglio dei Ministri da non meno di 100.000 e non più di 150.000 firme in almeno dieci regioni. In ognuna di queste dieci regioni le candidature devono essere sottoscritte da almeno 10.000 e non più di 15.000 elettori.

 

2. Possono votare alle Primarie tutti gli elettori del collegio o ambito elettorale di riferimento. E’ vincitore delle Primarie chi abbia ottenuto la maggioranza ASSOLUTA dei voti espressi. Se nessun candidato risulta vincitore al primo turno si procede ad un turno di ballottaggio tra i due candidati più votati al primo turno. Al secondo turno partecipano solo gli elettori che hanno votato al primo. Al momento della partecipazione al primo turno gli elettori verseranno un modesto contributo (da 5 a 10 Euro).

 

3. I candidati che partecipano alle elezioni Primarie, le forze politiche e i gruppi che li sostengono s’impegnano a rispettarne l’esito e a collaborare nella successiva campagna elettorale con il candidato risultato vincitore.

 

4. Le forze politiche ed i gruppi dello schieramento che si fanno promotori delle Primarie, nei modi previsti dal primo PUNTO e nel rispetto dei principi fondamentali, presentano delle candidature e istituiscono un Comitato Organizzatore delle Primarie, nominandovi i propri rappresentanti. Tale Comitato provvederà ad organizzare le elezioni Primarie ed a nominare un Comitato di Garanzia che assicuri il regolare svolgimento delle Primarie secondo le modalità previste da un apposito Regolamento.

 

Nota Finale.

Le elezioni Primarie devono svolgersi in luoghi accessibili e facilmente identificabili dai cittadini elettori che intendano parteciparvi. Gli aspetti logistici dello svolgimento delle Primarie dovranno essere stabiliti secondo modalità da definire dal Regolamento da predisporre per ogni collegio od ambito elettorale. Per lo svolgimento delle consultazioni il Comitato Organizzatore ed il Comitato di Garanzia assicurano la segretezza e la registrazione del voto espresso dagli elettori alle elezioni Primarie.

 

La presente proposta è divulgabile, in tutte le sedi e modi, per il pubblico dibattito.

 

Bologna, 2 luglio 2005

Comunicato Stampa - da perleprimarie.org




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2 agosto 2005

A proposito di Mussolini

Edito da Laterza, il libercolo “A proposito di Mussolini rappresenta una delle fonti migliori per guardare con gli occhi di oggi le immagini di ieri. In poco più di cinquanta pagine, lo storico inglese Denis Mack Smith, riassume la personalità e le azioni dello statista/dittatore italiano più famoso della storia. Colui che, come ricorda in uno dei tanti episodi bizzarri/ridicoli/crudeli l’autore, aveva detto «è fuori discussione che in politica sono di gran lunga superiore ad Hitler».

La collana di cui il testo fa parte si chiama “Il nocciolo”, denominazione che realmente spiega ciò che l’autore ha voluto consegnarci: una biografia “essenziale”, cioè senza lacrime o spade, insieme a degli aneddoti che di primo acchito possono sembrare superflui ma che sono chiaramente di gran rilievo. Come l’ingenuità di Mussolini, cui una troupe di artisti imbroglioni aveva promesso, a spese statali, di costruire una grande statura che lo avrebbe raffigurato vestito da Ercole. Statua che lui avvallò, con l’ovvio contributo di denaro necessario. La doccia fredda tuttavia arrivò quando si venne a sapere, costruito solamente un piede della figura, che non sarebbe bastato tutto il metallo presente in Italia per completarla. Incredibile poi la freddezza e la competenza con la quale Smith passa, nel corso del trattato, dal buonismo all’ingenuità alla crudeltà del dittatore.

In un monito che, pur non dando fiato all’allarmismo e non giustificando il paragone con il demonio, non lascia dubbi sulla “non bontà” mussoliniana: ne è prova più netta, dice l’autore, la decisione, senza lasciar spazio a ripensamenti, favori da famigliare o tregue per compassione, di far ammazzare il genero Galeazzo Ciano. Il tutto in un comportamento che poco coincide con il sempre ribadito amore del Duce per la famiglia e per la figlia Edda.

Tante le citazioni, ottimo il formato, maneggevole e leggero, da leggere la prima volta tutto d’un fiato, per scoprire fatti così noti ma ugualmente importanti, insieme ad altri così nascosti per noi ma soprattutto “notevoli”, A proposito di Mussolini è disponibile ad un prezzo, 5 €, che se rapportato al numero di pagine è decisamente esagerato, ma che insieme ad una rilettura più approfondita ci mostra uno storico inglese davvero attendo e scrupoloso nell’analisi della realtà italiana.

Da comprare, leggere una prima volta, e poi riscoprire pian piano per la giusta comprensione del personaggio. Un buon modo per dire “no al fascismo” in maniera razionale, affatto impulsiva, in una parola “storica”.

 

A proposito di Mussolini (Mack Smith Denis)

Denis Mack Smith

A proposito di Mussolini

Pagine: 60

Prezzo: 5 €

Editori Laterza – collana “Il nocciolo

 

Le ossessioni, la retorica, i tradimenti, il tragicomico narcisismo del duce in un piccolo libro che fa riflettere” 
 




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2 agosto 2005

Risveglio nel mio paese d'origine

Avete mai sentito parlare di Decimomannu?
E' un paese della provincia di Cagliari. Famoso (si fa per dire) per poche cose. Ma se ci vivi da sempre impari a conoscerlo.
Ci sono parecchi aspetti particolari. Un paese di seimila abitanti (pochini), nel quale ben tre reti di collegamento (bus CTM e ARST, treni FS) ti permettono di viaggiare. Per la povera sardegna, la cui bassezza in fatto di infrastrutture e vie di trasporto era stata messa in evidenza anche qualche mese fa dal Giornale di Sardegna, non è poco.
Digitanto sulla ricerca immagini di Google il nome "Decimomannu", troverete soprattutto immagini di aerei, piste di decollo e atterraggi, diari di personaggi dell'aviazione italiana ed estera. Crescere, uno dei due magazine locali, aveva due mesi fa dedicato un servizio a "Decimomannu nei misteri di Ustica", vista la presunta partecipazione, mai confermata ma comunque notabile da una bella indagine su pezzi di giornale degli ultimi dieci/quindici anni; l'altro giornale, il "Vulcano", per il quale io stesso scrivo, vive di pubblicità (sempre meno purtroppo) e della buona volontà di un buon gruppo di amatori-giornalisti.
I partiti che esprimono una sezione nel comune sono ben pochi, fra cui Rifondazione. I DS, al contrario, hanno addirittura due sezioni diverse all'interno dello stesso agglomerato urbano, mentre la Margherita è primo partito, con il candidato alle ultime provinciali che addirittura ha riscosso più voti di tutto il resto dell'Unione messo assieme.
E' un posto piccolo, ma ricco di cose interessanti. Come la sagra di Santa Greca, che anche ad un laico come me interessa, dato che nel corso della storia ha contenuto una serie di chiavi e misteri che non possono che affascinare. Oppure, come non parlare dei Ponti Romani, autentici (e a dire il vero poco curati) che rappresentano il fatto che il comune è di antica fondazione.
Viaggio attraverso Decimomannu, paese morto (come vita giovanile e divertimenti) ma del quale si dovrebbe parlare ogni tanto, perchè la Sardegna non è solo spiagge e nuraghi.




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2 agosto 2005

Ci si sposa in Chiesa sempre meno. Ma il referendum non passa. Perchè secondo voi?

"Il numero di coppie conviventi non sposate sale dalle circa 200.000 del 1993 alle circa 680.000 del 2002, con un aumento del 340 per cento (La Repubblica, 22 ottobre 2002).

I bambini nati fuori dal matrimonio sono il 9% (La Stampa, 14 giugno 2001).

La percentuale dei matrimoni civili è salita dal 13,9% del 1985 al 26,8% del 2001. A Milano la percentuale dei matrimoni civili è del 43% (Corriere della Sera, 23 gennaio 2003 - La Repubblica, cronaca Milano, 6 luglio 2001)".

da
http://www.calogeromartorana.it/laicita.htm

Urge interrogarsi, chiedersi, scriverne, parlarne e riflettere. Questo blog, per quanto poco seguito, sta cercando di ricercare e dialogare su argomenti toccanti, come appunto la laicità. Toccanti, in quanto devono "toccare" ognuno di noi, specie l'ambiente in cui viviamo noi ragazzi per passare poi all'ambiente e il paese che troveremo fra 10/15 anni quando dovremo davvero sopportare tanto da adulti. Vivere in un posto nel quale ci sono delle proibizioni, come quelle confermate dallo scarso e malefico esito del referendum, ci fa pensare ad un'Italia davvero poco laica. Dove le minoranze vengono schiacciate. E dire che fra i partiti che hanno fatto la storia del nostro paese, quello Repubblicano, Liberale, Socialista, Comunista, Radicale, con tutte le differenze possibili, la laicità era stata il collante che salvò la democrazia. E oggi? Oggi accade che, come ci spiega questa ottima indagine del sito calogeromartorana.it  la geste è sempre meno credente, in Italia come in Europa. Chiedo ai "bloggers" di intervenire, perchè davvero bisogna capire qual'è la societàè nella quale ci avviamo a vivere per i prossimi decenni.




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2 agosto 2005

Sempre meno persone vanno a messa: indagini lo confermano

La percentuale della popolazione che si reca almeno una volta la settimana a messa scende dal 36% del 1981 (Indagine European Value System, 1981) al 32,5% del 1985 (Indagine I consumi culturali degli italiani, a cura dell’Università di Trento, 1985) al 29,8% del 1987 (Indagine «Fondazione Agnelli», 1987)  al 25,8% del 1999 (Rapporto ISTAT, da La Repubblica, 23 dicembre 2000).

fonte: http://www.calogeromartorana.it/laicita.htm




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2 agosto 2005

Feltri: Berlusconi ha pensato prima ai suoi interessi

Ho fortunosamente trovato un vecchio pezzo, di un anno abbondante fa, nel quale Feltri, pur non nascondendo la propria simpatia per l’uomo di Arcore, si preoccupa per lo stato delle cose. Nutre, il direttore di Libero, tanta fiducia in Silvio Berlusconi, ma fino a quel momento (l’articolo è datato 7 maggio ‘04) le promesse, almeno quelle verso la maggior parte degli italiani, non erano state rispettate. Parola di Feltri.

Allora urge qualche riflessione. Se sono l’Unità e Europa ad aver scritto certe cose, passi pure. Ma se lo scrive il direttore di un giornale di destra moderna come Vittorio Feltri, la cosa riesce a far viaggiare la mente. Due passi indietro.

Berlusconi aveva mandato, proprio per quelle elezioni (le europee 2004, ndr), a casa di ciascun italiano quel libercolo nel quale rimarcava “tutto quanto di buono fatto dal miglior governo della Seconda Repubblica”. Il governo più longevo di sempre. Quello che aveva abbassato le tasse.

E’ proprio su questo nodo che Feltri concentra la sua, silenziosa ma rabbiosa, protesta personale. Non è la prima volta che l’ex direttore di Giornale e Indipendente si lascia andare a critiche verso la destra, anche (di rado) verso Silvio il “Grande Capo. Focalizza soprattutto l’attenzione sul fatto che «il Cavaliere è stato molto attento ai suoi interessi e molto meno a quelli degli italiani». E chiude con la citazione delle leggi ad personam che il governo ha fatto: la Gasparri, che Feltri definisce filomediaset, la Cirami, il lodo Maccanico-Schifani, con addirittura un eccetera, che vuol dire “ce ne sono tante altre”.

Una critica che, ricordiamo, era stata mossa da un amico del Premier. Dal direttore di un giornale che, pur rimanendo su posizioni troppo di destra, pratica un giornalismo “urlato” ma comunque più vero di quello del Giornale attuale: l’in bocca al lupo del direttore al Premier, a fine editoriale, lascia davvero di stucco.

Se le critiche sono mosse da un amico, sono quelle più preoccupanti”. Disse qualche filosofo che adesso non mi sovviene.

Il direttore aveva fra l’altro messo in evidenza la “non democrazia” del partito di Forza Italia: nella quale, risulta chiaro, il Presidente paga, mette in luce con i suoi media, comanda e gestisce.

Se neanche il direttore di un “suo” (o praticamente tale) giornale lo difende, stiamo freschi. Abbiamo ragione noi, Berlusconi ha curato, per cinque anni, solo “gli interessi suoi”. Parola di Feltri.




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2 agosto 2005

Il partito della vera sinistra in Germania

Abbiamo parlato, precedentemente, della PDS (Partito del socialismo democratico) tedesca. La cosa singolare è che, questa formazione, continua a primeggiare o comunque a raccogliere consensi pazzeschi nella zona dell'est Germania, insomma quella che era la DDR. Ma come, nella DDR la sinistra era stata al potere, come partito unico, per decenni e decenni, e adesso la gente premia ancora gli eredi di questa tradizione? Evidentemente, la cosa ci rallegra, la politica neo-liberista/capitalista dell'Occidente non è proprio un toccasana.
Dalla sezione esteri, a titolo informativo, di Rifondazione Comunista, traiamo un trafiletto proprio sulla PDS, la quale, ricordiamo, aderisce alla European Left (sinistra europea), e si è unita, recentemente, con la Wasg, l'altro partito di ispirazione a "sinistra" presente nell'ex repubblica di Weimar.

"Nato dopo lo scioglimento della Ddr, si afferma come primo partito nella Germania dell’Est ed è oggi al governo di Berlino. Per la sua netta opposizione alla guerra in Yugoslavia, riesce ad estendere la sua presenza anche nella Germania occidentale. Si caratterizza da subito per una innovazione radicale nella pratica interna, organizzandosi in modo pluralistico e in tendenze. E’ impegnato nel movimento per la pace e oggi nell’opposizione alla Agenda 2010, il programma del governo socialdemocratico di tagli al welfare. E’ uno dei partiti che più ha creduto nella nascita della Sinistra europea, e che ha ospitato l’iniziativa di Berlino per lanciare l’appello di fondazione. Il presidente è Lothar Bisky". www.pds-online.de



Manifesto dal Partito del Socialismo Democratico Tedesco




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2 agosto 2005

“Britain needs a left-programme” – il programma dei comunisti d’oltremanica

Continuo a viaggiare dentro il web del Partito Comunista Britannico. Si scoprono altre cose particolari. Il partito, che ovviamente non fa parte di alcuna coalizione, è una delle formazioni minori dell’agglomerato politico britannico. Non c’è certo la tradizione del PCI di Togliatti o quella moderna del PRC di Bertinotti. Neanche la loro propensione ad essere un “partito di massa”. Dato che, pur essendo quasi tutti i sostenitori e militanti del CPUK dei proletari, quasi nessuno li vota, non li troverete mai su qualche servizio dagli inviati a Londra di Repubblica o Corriere: ma resta il fatto che, anche per chi condivide gli ideali di laicità e democrazia “dal basso”, può interessante dare un’occhiata al “left-wing programme”, da scaricare sul sito web del partito. I tre che s’erano candidati, fra i partiti principali, alle elezioni della primavera scorsa, secondo questo bollettino programmatico, “promuovono una politica di privatizzazione e guerra. Loro – inoltre – vogliono la vittoria della vecchia politica conservatrice dell’antisindacato, senza badare alla cura di salario e pensione sociale”.

Con il New Labour, insomma, “i ricchi sono diventati più ricchi, i poveri ancora più poveri” . Contro l’imperialistico modo di vedere e usare i media e le democrazia dell’attuale classe parlamentare (the crisis of democracy) ed enfatizzando con allarme la “crisi del sistema produttivo”, loro lanciano un proclama perfettamente legale ed utile, è bene ricordarlo, in tutto il mondo.

E forse, in sede di propaganda elettorale per le primarie dell’Unione, è bene che chi rappresenta la sinistra radicale, per essere credibile, efficace ed avere un programma completo, legga con attenzione la loro idea di politica e collabori attivamente con il Partito Comunista del Regno Unito.




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2 agosto 2005

Giallo in Francia: morto mister euro

Win duisenberg, ex presidente olandese della BCE, 70 anni, è stato trovato cadavere nella sua villa a Faucon, in Francia. Giallo sulle cause del decesso. Aveva guidato la Bce al 1998 al 2003, nel periodo dell’introduzione dell’Euro.

 

da Il Giornale




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E poi come si fa a non sorridere di uno pseudo-partito che si chiama Forza Italia, il cui simbolo sembra l'etichetta di un'aranciata da due soldi?
Corrado Lampe

"Il nemico più pericoloso è quello di cui nessuno ha paura"
Dan Brown - Angeli e Demoni





"E non poteva essere Berlusconi, perchè sapevo che la sua discesa in campo muoveva esclusivamente da interessi personali: me lo aveva detto chiaramente lui stesso".
Indro Montanelli - Soltanto un giornalista


LAICITA'


"Non abbassare il pugno, vecchio. Non lo abbassare mai".
Luis Sepulveda -
La frontiera scomparsa



"Parlavano anche di politica, i ragazzi del bagno. Si sentivano rossi, radicali, anarchici. Odiavano, ricambiati, gli stronzi nazisti che proliferavano nella loro scuola, figli di figli di bottegai, commercialisti, dentisti, figli di un'ignoranza italiana senza complessi. Si sentivano parte, con sfumature differenti, d'una sinistra sorridente e sincera; simpatizzavano col mondo underground dei centri sociali occupati e delle case discografiche indipendenti, e soprattutto odiavano i pinocchi di piombo delle organizzazioni di partito"           
Enrico Brizzi -
Jack Frusciante è uscito dal gruppo

   luis sepulveda

Sto leggendo
"Uno nessuno centomila" di Pirandello

"Sostiene Pereira"
- di Antonio Tabucchi

the Da Vinci code - in english, il più discusso caso editoriale dell'era commercial-libraia


davvero un libro che non puoi interrompere. Bello. In inglese è ancora più gustoso. Consiglio di leggere anche "Angels and Demons". Stepitoso.




   Eccomi a Buckingham Palace

"Io, cristiano, non posso accettare l’idea che il Signore, invocato in tutte le mie preghiere come archetipo e fonte di tutte le Virtù, a cominciare dalla più cristiana di tutte, la Carità, si diverta a infliggere alle sue creature i tormenti di un’agonia senza speranza. Questa, anche se viene a ripetermela un Cardinale, o lo stesso Papa, per me è bestemmia".
Indro Montanelli
-
La Stanza - Corriere della Sera

Corriere.it

IO SONO LAICO


LAICITA'

 LUI ERA LAICO


Perchè lui non dovrebbe adottare un figlio?


Nella Germania Est, la sinistra primo partito

Post Elezioni regionali 2005

Guardian Unlimited


Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Giorgio Gaber


Contro tutte le guerre

- peace flag source internet

Eskimo (Francesco Guccini)
Questa domenica in Settembre
non sarebbe pesata cosi'
l'estate finiva piu' nature
vent'anni fa o giu' di li'
Con l'incoscienza dentro al basso ventre
e alcuni audaci, in tasca "l'Unita'",
la paghi tutta, e a prezzi d'inflazione,
quella che chiaman la maturita'
Ma tu non sei cambiata di molto
anche se adesso e' al vento quello che
io per vederlo ci ho impiegato tanto
filosofando pure sui perche'
Ma tu non sei cambiata di tanto
e se cos'e' un orgasmo ora lo sai
potrai capire i miei vent'anni allora
e quasi cento adesso capirai
Portavo allora un eskimo innocente
dettato solo dalla poverta'
non era la rivolta permanente
diciamo che non c'era e tanto fa
Portavo una coscienza immacolata
che tu tendevi a uccidere pero'
inutilmente ti ci sei provata
con foto di famiglia o paleto'
E quanto son cambiato da allora
e l'eskimo che conoscevi tu
lo porta addosso mio fratello ancora
e tu lo porteresti e non puoi piu'
Bisogna saper scegliere il tempo
non arrivarci per contrarieta'
tu giri adesso con le tette al vento
io ci giravo gia' vent'anni fa
Ricordi fu con te a Santa Lucia
al portico dei Servi per Natale
credevo che Bologna fosse mia
ballammo insieme all'anno o a Carnevale
Lasciammo allora tutti e due un qualcuno
che non ne fece un dramma o non lo so
ma con i miei maglioni ero a disagio
e mi pesava quel tuo paleto'
Ma avevo la rivolta fra le dita
dei soldi in tasca niente e tu lo sai
e mi pagavi il cinema stupita
e non ti era toccato farlo mai
Perche' mi amavi non l'ho mai capito
cosi' diverso da quei tuoi cliche
perche' fra i tanti, bella,
che hai colpito ti sei gettata addosso proprio a me
Infatti i fiori della prima volta
non c'erano gia' piu' nel sessantotto
scoppiava finalmente la rivolta
oppure in qualche modo mi ero rotto
Tu li aspettavi ancora ma io gia' urlavo che
Dio era morto, a monte, ma pero'
contro il sistema anch'io mi ribellavo
cioe', sognando Dylan e i provo
E Gianni ritornato da Londra
a lungo ci parlo' dell'LSD
tenne una quasi conferenza colta
sul suo viaggio di nozze stile freak
E noi non l'avevamo mai fatto
e noi che non l'avremmo fatto mai
quell'erba ci creseva tutt'attorno
per noi crescevan solo i nostri guai
Forse ci consolava far l'amore
ma precari in quel senso si era gia'
un buco da un amico, un letto a ore
su cui passava tutta la citta'
L'amore fatto alla boia d'un Giuda
e al freddo in quella stanza di altri e spoglia
vederti o non vederti tutta nuda
era un fatto di clima e non di voglia
E adesso che potremmo anche farlo
e adesso che problemi non ne ho
che nostalgia per quelli contro un muro
o dentro a un cine o li' dove si puo'
E adesso che sappiamo quasi tutto
e adesso che problemi non ne hai
che nostalgia, lo rifaremmo in piedi
scordando la moquette stile e l'Hi Fi
Diciamolo per dire, ma davvero
si ride per non piangere perche'
se penso a quella ch'eri, a quel che ero,
che compassione che ho per me e per te
Eppure a volte non mi spiacerebbe
essere quelli di quei tempi la'
sara' per aver quindic'anni in meno
o avere tutto per possibilita'
Perche' a vent'anni e' tutto ancora intero
perche' a vent'anni e' tutto chi lo sa
a vent'anni si e' stupidi davvero
quante balle si ha in testa a quell'eta'
Oppure allora si era solo noi
non c'entra o meno questa gioventu'
di discussioni, caroselli, eroi
quel ch'e' rimasto dimmelo un po' tu
E questa domenica in Settembre
se ne sta lentamente per finire
come le tante via distrattamente
a cercare di fare o di capire
Forse lo stan pensando anche gli amici
gli andati, i rassegnati, i soddisfatti,
giocando a dire che si era piu' felici
pensando a chi si e' perso o no a quei patti
Ed io che ho sempre un eskimo addosso
uguale a quello che ricorderai
io come sempre, faccio quel che posso
domani poi ci pensero' se mai
Ed io ti cantero' questa canzone
uguale a tante che gia' ti cantai
ignorala come hai ignorato le altre
e poi saran le ultime oramai

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