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ma la politica è laica oppure è incredibilmente religiosa-praticante e antica?


Diario


30 luglio 2005

Guerra bugiarda e sbagliata - by Andrea Monti - da News

Il direttore del settimanale News, il cui nome completo è News Settimanale (che chiaramente prende spunto dal celebro Newsweek), nella rubrica "a due" con la maglie, si scontra con il parere un poco contrastante ed enigmatico della forte collega e, pur temendo di diventare "bertinottian-etc., esprime un giusto parere verso la risoluzione dell'intrigo-conflitto iracheno e mondiale.
Ecco il testo dell'articolo, pubblicato su News di questa settimana e disponibile anche sul sito ufficiale della testata. Che costa, ad ogni modo, solo un euro!

Dio solo sa se esistono guerre assolutamente giuste, ma sono sicuro che ce ne sono due sicuramente sbagliate: quelle che si perdono e quelle che nascono nell’imbroglio dell’opinione pubblica e nella conveniente demonizzazione dell’avversario. Dopo gli attentati di Londra e Sharm, con l’aria che tira in Iraq, una domanda semplice ruzzola nella testa della gente anche se i media evitano di rivolgerla a chi di dovere. Che facciamo, l’accendiamo? Ci provo, a costo di passare per bertinottian- saddamita-cripto comunista-ulivista-smidollato-m’arrendo non sparate - e quant’altro si inventerà la mia compagna di Yin-Yang. Anche perché, più della risposta e della distribuzione di colpe, sono interessanti le conseguenze per il nostro domani. Dunque, è vero o non è vero che l’offensiva della “coalizione dei volonterosi”, stolida già dal nome, contro Saddam Hussein ha scatenato un inenarrabile disastro portando il focolaio del terrore vicino alle nostre frontiere e facilitando l’infezione delle comunità islamiche di mezza Europa? Pur con il rispetto dovuto alle opinioni di analisti come Andrea Nativi e Carlo Jean, i fatti e i numeri mi fanno sospettare che la guerra sia stata, più che un delitto, un tragico errore. In Iraq muoiono una cinquantina di persone al giorno. Il conto delle vittime e le invenzioni sulle armi di distruzione mettono in difficoltà Bush. Il terrorismo segna un’incredibile escalation, Osama e i suoi circolano liberi mentre ci ritroviamo con un suo clone, Zarkawi, nel giardino di casa. E ognuno sembra contare i giorni che mancano alla seconda punizione all’Italia dopo Nassirya. Saddam era un dittatore orrendo di cui si conosceva un solo pregio: il conclamato laicismo di tradizione baathista, radicalmente avverso all’integralismo religioso. Un po’di cinica concretezza avrebbe consigliato di procedere diversamente: dei teo-con di Washington non mi spaventa la fede, bensì l’ingenuità.

 

La vicenda che ci tormenta dall’11 settembre 2001 si complica disperatamente. E resta lì come un immane gomitolo di filo spinato, difficile da tagliare, impossibile da districare. Ora, per quanto ci possa convenire, fare le valigie e andarsene è impossibile. Occorre elaborare una exit strategy che non sia un sinonimo di ritirata e che non sia gestita interamente dagli Usa. Difficile pensare che l’Europa, un’incerta congerie di interessi che da molti anni affida al gendarme americano le guerre che non vuole più combattere, si riveli decisiva. O che l’Italia di Berlusconi possa svolgere un ruolo rilevante. Come in ogni guerra d’attrito, sarà l’usura delle armi a imporre una soluzione che faccia tornare in gioco i sunniti esclusi dal potere. E a consentire all’Occidente di concentrare finalmente le enormi risorse sino ad oggi bruciate tra le sabbie irakene sui veri strumenti della guerra al terrorismo: intelligence, sicurezza, strategie di stabilizzazione e destabilizzazione, azioni politiche e militari mirate. È il paradosso di una guerra che la maggioranza del Paese ha avversato ma che, piaccia o no al centrosinistra, va conclusa con risolutezza. Dopo però non veniteci più a parlare di scontro di civiltà, di democrazia esportabile, di guerra giusta. Basta scorrere News per capire che è ora di discutere con saggezza di cose serie.

Andrea Monti - fine Luglio 05 - da News Settimanale




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"E non poteva essere Berlusconi, perchè sapevo che la sua discesa in campo muoveva esclusivamente da interessi personali: me lo aveva detto chiaramente lui stesso".
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"Parlavano anche di politica, i ragazzi del bagno. Si sentivano rossi, radicali, anarchici. Odiavano, ricambiati, gli stronzi nazisti che proliferavano nella loro scuola, figli di figli di bottegai, commercialisti, dentisti, figli di un'ignoranza italiana senza complessi. Si sentivano parte, con sfumature differenti, d'una sinistra sorridente e sincera; simpatizzavano col mondo underground dei centri sociali occupati e delle case discografiche indipendenti, e soprattutto odiavano i pinocchi di piombo delle organizzazioni di partito"           
Enrico Brizzi -
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"Uno nessuno centomila" di Pirandello

"Sostiene Pereira"
- di Antonio Tabucchi

the Da Vinci code - in english, il più discusso caso editoriale dell'era commercial-libraia


davvero un libro che non puoi interrompere. Bello. In inglese è ancora più gustoso. Consiglio di leggere anche "Angels and Demons". Stepitoso.




   Eccomi a Buckingham Palace

"Io, cristiano, non posso accettare l’idea che il Signore, invocato in tutte le mie preghiere come archetipo e fonte di tutte le Virtù, a cominciare dalla più cristiana di tutte, la Carità, si diverta a infliggere alle sue creature i tormenti di un’agonia senza speranza. Questa, anche se viene a ripetermela un Cardinale, o lo stesso Papa, per me è bestemmia".
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Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
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Contro tutte le guerre

- peace flag source internet

Eskimo (Francesco Guccini)
Questa domenica in Settembre
non sarebbe pesata cosi'
l'estate finiva piu' nature
vent'anni fa o giu' di li'
Con l'incoscienza dentro al basso ventre
e alcuni audaci, in tasca "l'Unita'",
la paghi tutta, e a prezzi d'inflazione,
quella che chiaman la maturita'
Ma tu non sei cambiata di molto
anche se adesso e' al vento quello che
io per vederlo ci ho impiegato tanto
filosofando pure sui perche'
Ma tu non sei cambiata di tanto
e se cos'e' un orgasmo ora lo sai
potrai capire i miei vent'anni allora
e quasi cento adesso capirai
Portavo allora un eskimo innocente
dettato solo dalla poverta'
non era la rivolta permanente
diciamo che non c'era e tanto fa
Portavo una coscienza immacolata
che tu tendevi a uccidere pero'
inutilmente ti ci sei provata
con foto di famiglia o paleto'
E quanto son cambiato da allora
e l'eskimo che conoscevi tu
lo porta addosso mio fratello ancora
e tu lo porteresti e non puoi piu'
Bisogna saper scegliere il tempo
non arrivarci per contrarieta'
tu giri adesso con le tette al vento
io ci giravo gia' vent'anni fa
Ricordi fu con te a Santa Lucia
al portico dei Servi per Natale
credevo che Bologna fosse mia
ballammo insieme all'anno o a Carnevale
Lasciammo allora tutti e due un qualcuno
che non ne fece un dramma o non lo so
ma con i miei maglioni ero a disagio
e mi pesava quel tuo paleto'
Ma avevo la rivolta fra le dita
dei soldi in tasca niente e tu lo sai
e mi pagavi il cinema stupita
e non ti era toccato farlo mai
Perche' mi amavi non l'ho mai capito
cosi' diverso da quei tuoi cliche
perche' fra i tanti, bella,
che hai colpito ti sei gettata addosso proprio a me
Infatti i fiori della prima volta
non c'erano gia' piu' nel sessantotto
scoppiava finalmente la rivolta
oppure in qualche modo mi ero rotto
Tu li aspettavi ancora ma io gia' urlavo che
Dio era morto, a monte, ma pero'
contro il sistema anch'io mi ribellavo
cioe', sognando Dylan e i provo
E Gianni ritornato da Londra
a lungo ci parlo' dell'LSD
tenne una quasi conferenza colta
sul suo viaggio di nozze stile freak
E noi non l'avevamo mai fatto
e noi che non l'avremmo fatto mai
quell'erba ci creseva tutt'attorno
per noi crescevan solo i nostri guai
Forse ci consolava far l'amore
ma precari in quel senso si era gia'
un buco da un amico, un letto a ore
su cui passava tutta la citta'
L'amore fatto alla boia d'un Giuda
e al freddo in quella stanza di altri e spoglia
vederti o non vederti tutta nuda
era un fatto di clima e non di voglia
E adesso che potremmo anche farlo
e adesso che problemi non ne ho
che nostalgia per quelli contro un muro
o dentro a un cine o li' dove si puo'
E adesso che sappiamo quasi tutto
e adesso che problemi non ne hai
che nostalgia, lo rifaremmo in piedi
scordando la moquette stile e l'Hi Fi
Diciamolo per dire, ma davvero
si ride per non piangere perche'
se penso a quella ch'eri, a quel che ero,
che compassione che ho per me e per te
Eppure a volte non mi spiacerebbe
essere quelli di quei tempi la'
sara' per aver quindic'anni in meno
o avere tutto per possibilita'
Perche' a vent'anni e' tutto ancora intero
perche' a vent'anni e' tutto chi lo sa
a vent'anni si e' stupidi davvero
quante balle si ha in testa a quell'eta'
Oppure allora si era solo noi
non c'entra o meno questa gioventu'
di discussioni, caroselli, eroi
quel ch'e' rimasto dimmelo un po' tu
E questa domenica in Settembre
se ne sta lentamente per finire
come le tante via distrattamente
a cercare di fare o di capire
Forse lo stan pensando anche gli amici
gli andati, i rassegnati, i soddisfatti,
giocando a dire che si era piu' felici
pensando a chi si e' perso o no a quei patti
Ed io che ho sempre un eskimo addosso
uguale a quello che ricorderai
io come sempre, faccio quel che posso
domani poi ci pensero' se mai
Ed io ti cantero' questa canzone
uguale a tante che gia' ti cantai
ignorala come hai ignorato le altre
e poi saran le ultime oramai

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