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ma la politica è laica oppure è incredibilmente religiosa-praticante e antica?


Diario


22 luglio 2005

Si unisce in un partito vero ed unico la sinistra tedesca: Italia che ne diresti?

Grossa svolta nel panorama politico tedesco. A leggere questa frase, così alla leggera, chisenefrega penserete. Ma è una svolta, quella applicata nella Germania Unificata, che può indurre a riflessione, ci si augura, tutta la sinistra, diciamo, radicale italiana. Per intenderci, già chiamare PRC e PDCI “sinistra radicale” non m’è mai piaciuto. Ma sarà utile per ragionare, sull’importanza che può avere, anche in Italia, questo fatto verificatosi nel cuore dell’Europa. I due partiti di sinistra non socialdemocratica, dunque i comunisti o post (in un paese che ha due anime, una che ha vissuto un regime comunista a partito unico e l’altra, l’opposto, dove essere comunista era fuori legge, i prefissi non contano in politica), si sono uniti, per mettere insieme la loro forza elettorale, il loro seguito di massa, i movimenti che dall’ovest all’est portano avanti il progetto di sinistra. Lo hanno fatto per punzecchiare, screditare e staccare definitivamente a sinistra l’SPD, il partito del premier (per molto o poco ancora? Vedremo a settembre), e perché è francamente paradossale vivere in un paese con due partiti comunisti, post o neo che siano. Dunque, l’affare s’è completato, con l’approvazione quasi unanime (76.6%) al congresso della PDS: Wasg e PDS si uniscono per formare il Die Linkspartei (Partito della Sinistra).

Le due compagini, va detto, non hanno proprio la stessa storia alle spalle. La PDS (tutt’altra cosa rispetto ai nostri Ds) nasce nel 1990 dalle ceneri della Sed, il partito unico che guidò per decenni la DDR. Ovviamente il partito comunista. Partendo dagli errori del passato, mai rinnegando la propria ideologia e il proprio concetto della politica, la formazione, ovviamente all’inizio quasi ostracizzata dal panorama tedesco unificato, vanta ancora, nella Germania Orientale, un consenso pari al 30%. Non male. Dato che in Romania, anch’essa che viene da decenni di regime “rosso”, il Partito Comunista è ancora oggi primo partito alle elezioni (dal 24ore channel). Il consenso cala, prevedibilmente, nella parte ovest dello stato, dove fra l’altro è in crescita il Cdu (i democristiani tedeschi, ndr), mentre ristagnano i socialdemocratici. Il Wasg (Alleanza per il lavoro e la Giustizia sociale), fondato tre mesi or sono da fuoriusciti socialdemocratici che ormai vedevano andare il partito sempre più verso destra ed essere di sinistra solo in teoria (insomma dei Folena di Germania, vedi il suo passaggio da Ds a Rc), ha votato anch’esso per l’unione con i comunisti. Tutti d’accordo. Accordo facile, lavoro duro. Questo arriva adesso. E’ il momento della discussione, di arrotondare gli spigoli e i muri (quello di Berlino lascia ancora qualche ricordo spiacevole) che dividono ancora queste due realtà politiche. Ma tutto andrà per il verso giusto, anche perché questa sarà «un’occasione unica per la sinistra tedesca». Parola di Gysi, leader della Pds. I sondaggi danno entusiasmo ai dirigenti e militanti del nuovo partito della sinistra tedesca.

E’ una svolta epocale in un paese in cui essere comunista, dal 1989, non è mai stato facile. Come ci spiega Liberazione di martedì, un recente sondaggio pubblicato dal giornale “Berliner Morgenpost”, dà la formazione di Lafontaine (leader del Wasg) e Gysi al 12% alle prossime politiche. Sarebbe così la terza forza del paese dopo SPD e CDU. Sempre più compatti e forti nella sinistra in un paese in crisi.

L’Italia pure è in crisi. Ci sono due, grandi o piccoli comunque formati da abili militanti e dirigenti, partiti comunisti anche da noi. Dove tra l’altro non c’è mai stato nessun regime che l’anticomunismo viscerale possa rinfacciare. Quale il motivo della scissione qualche anno fa? Era il 1998, e fiducia-non fiducia ad un governo che portò Cossutta e Diliberto a uscire da Rifondazione (che il primo dei due aveva addirittura fondato) e fondare il Partito dei Comunisti Italiani. Quanti anni, secoli appaiono, sono passati? Parecchi, e sarebbe il caso di seguire l’esempio tedesco.

Oliviero, Fausto, non sarebbe ora di tornare insieme? Senza farlo, sareste anche poco furbi.




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Eskimo (Francesco Guccini)
Questa domenica in Settembre
non sarebbe pesata cosi'
l'estate finiva piu' nature
vent'anni fa o giu' di li'
Con l'incoscienza dentro al basso ventre
e alcuni audaci, in tasca "l'Unita'",
la paghi tutta, e a prezzi d'inflazione,
quella che chiaman la maturita'
Ma tu non sei cambiata di molto
anche se adesso e' al vento quello che
io per vederlo ci ho impiegato tanto
filosofando pure sui perche'
Ma tu non sei cambiata di tanto
e se cos'e' un orgasmo ora lo sai
potrai capire i miei vent'anni allora
e quasi cento adesso capirai
Portavo allora un eskimo innocente
dettato solo dalla poverta'
non era la rivolta permanente
diciamo che non c'era e tanto fa
Portavo una coscienza immacolata
che tu tendevi a uccidere pero'
inutilmente ti ci sei provata
con foto di famiglia o paleto'
E quanto son cambiato da allora
e l'eskimo che conoscevi tu
lo porta addosso mio fratello ancora
e tu lo porteresti e non puoi piu'
Bisogna saper scegliere il tempo
non arrivarci per contrarieta'
tu giri adesso con le tette al vento
io ci giravo gia' vent'anni fa
Ricordi fu con te a Santa Lucia
al portico dei Servi per Natale
credevo che Bologna fosse mia
ballammo insieme all'anno o a Carnevale
Lasciammo allora tutti e due un qualcuno
che non ne fece un dramma o non lo so
ma con i miei maglioni ero a disagio
e mi pesava quel tuo paleto'
Ma avevo la rivolta fra le dita
dei soldi in tasca niente e tu lo sai
e mi pagavi il cinema stupita
e non ti era toccato farlo mai
Perche' mi amavi non l'ho mai capito
cosi' diverso da quei tuoi cliche
perche' fra i tanti, bella,
che hai colpito ti sei gettata addosso proprio a me
Infatti i fiori della prima volta
non c'erano gia' piu' nel sessantotto
scoppiava finalmente la rivolta
oppure in qualche modo mi ero rotto
Tu li aspettavi ancora ma io gia' urlavo che
Dio era morto, a monte, ma pero'
contro il sistema anch'io mi ribellavo
cioe', sognando Dylan e i provo
E Gianni ritornato da Londra
a lungo ci parlo' dell'LSD
tenne una quasi conferenza colta
sul suo viaggio di nozze stile freak
E noi non l'avevamo mai fatto
e noi che non l'avremmo fatto mai
quell'erba ci creseva tutt'attorno
per noi crescevan solo i nostri guai
Forse ci consolava far l'amore
ma precari in quel senso si era gia'
un buco da un amico, un letto a ore
su cui passava tutta la citta'
L'amore fatto alla boia d'un Giuda
e al freddo in quella stanza di altri e spoglia
vederti o non vederti tutta nuda
era un fatto di clima e non di voglia
E adesso che potremmo anche farlo
e adesso che problemi non ne ho
che nostalgia per quelli contro un muro
o dentro a un cine o li' dove si puo'
E adesso che sappiamo quasi tutto
e adesso che problemi non ne hai
che nostalgia, lo rifaremmo in piedi
scordando la moquette stile e l'Hi Fi
Diciamolo per dire, ma davvero
si ride per non piangere perche'
se penso a quella ch'eri, a quel che ero,
che compassione che ho per me e per te
Eppure a volte non mi spiacerebbe
essere quelli di quei tempi la'
sara' per aver quindic'anni in meno
o avere tutto per possibilita'
Perche' a vent'anni e' tutto ancora intero
perche' a vent'anni e' tutto chi lo sa
a vent'anni si e' stupidi davvero
quante balle si ha in testa a quell'eta'
Oppure allora si era solo noi
non c'entra o meno questa gioventu'
di discussioni, caroselli, eroi
quel ch'e' rimasto dimmelo un po' tu
E questa domenica in Settembre
se ne sta lentamente per finire
come le tante via distrattamente
a cercare di fare o di capire
Forse lo stan pensando anche gli amici
gli andati, i rassegnati, i soddisfatti,
giocando a dire che si era piu' felici
pensando a chi si e' perso o no a quei patti
Ed io che ho sempre un eskimo addosso
uguale a quello che ricorderai
io come sempre, faccio quel che posso
domani poi ci pensero' se mai
Ed io ti cantero' questa canzone
uguale a tante che gia' ti cantai
ignorala come hai ignorato le altre
e poi saran le ultime oramai

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